il Punto Coldiretti

L’Ue si interroga sul futuro della Pac

Il Presidente di turno del Consiglio dei ministri dell’agricoltura, Michel Barnier, ha riunito i suoi ventisei omologhi europei per lanciare il dibattito sul futuro della Politica agricola comune dopo il 2013. La Presidenza francese considera che l’agricoltura sia un settore chiave per il futuro della nostra società che deve affrontare numerose sfide e ritiene essenziale rispondere a queste sfide in un quadro comunitario e far emergere un nuovo consenso sugli obiettivi che l’Europa si prefigge in materia di agricoltura. Per la Presidenza l’Unione europea ha bisogno di una politica agricola ambiziosa ed equilibrata, capace di raccogliere le sfide del futuro, conciliando sostegno ad una produzione alimentare sufficiente in quantità e in qualità ad una migliore tutela dell’ambiente e ad una maggiore attenzione portata alla diversità dei territori.

Il tema è al centro della riunione informale dei ministri europei dell’Agricoltura in corso ad Annecy. Per alimentare le discussioni dei ministri europei sulla PAC successivamente al 2013, la Presidenza francese ha redatto un documento di lavoro “Come preparare al meglio la PAC del futuro?”, contenente alcuni elementi di riflessione raggruppati in due grandi capitoli.
Nella prima parte del documento la Presidenza francese disegna il nuovo contesto, partendo  dall’aumento del valore di alcune materie prime agricole, alla situazione di incertezza che dovrà vivere l’agricoltura, circa l’equilibrio finale tra l’offerta e la domanda e sulla  maggiore instabilità dei prezzi.

Occorre inoltre prendere in considerazione le strategie delle altre grandi zone produttive (Stati Uniti, Brasile) e quelle delle grandi zone consumatrici (Cina, India), le cui  influenzeranno i prezzi mondiali sul lungo e medio termine.
Infine, le modalità produttive europee, o almeno una parte di esse potrebbero essere rimesse in discussione da diversi fenomeni già visibili (riscaldamento del pianeta, concorrenza nell’utilizzo dello spazio, scarsità delle risorse idriche, aumento sostenibile del prezzo dell’energia, sanità pubblica, ecc..

Nella seconda parte del documento la Presidenza elenca “le sfide della PAC del futuro”. Considerando l’agricoltura al centro delle sfide economiche, ecologiche e sociali del futuro,  la Presidenza ritiene che PAC potrà trovare una nuova legittimità se riuscirà a raccogliere tre grandi sfide: la sfida alimentare, la sfida ambientale e la sfida dei territori

In questo contesto, la Presidenza conclude che la politica agricola rinnovata dovrà perseguire 4 obiettivi:
– garantire la sicurezza alimentare dell’Unione europea anche nella sua dimensione sanitaria alla luce dell’aumento dei rischi sanitari;
– contribuire agli equilibri alimentari mondiali per partecipare alla sicurezza alimentare mondiale ed essere presente sui mercati del futuro;
– preservare gli equilibri degli spazi rurali per mantenere la coesione territoriale e la localizzazione delle attività e delle occupazioni;
– partecipare alla lotta contro il cambiamento climatico e al miglioramento dell’ambiente al fine di costruire un’agricoltura che concilia le performance economiche con le esigenze ecologiche.

Infine, la Presidenza ricorda che gli obblighi  che sono imposti ai produttori europei, attraverso le norme sanitarie, ambientali e le esigenze della collettività relative al benessere animale, sono legittimi se essi rispondono alle attese della società, tuttavia essi rappresentano un costo elevato per i produttori. In queste condizioni, è necessario preservare la produzione europea da  una distorsione, e ricercare  un equilibrio tra competitività e attese della società.

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