il Punto Coldiretti

Il Parlamento europeo dice “no” alla clonazione degli animali a fini alimentari

Con 622 voti a favore, 32 contrari e 25 astenuti, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione nella quale chiede alla Commissione delle proposte legislative volte a vietare la clonazione di animali a scopi di approvvigionamento alimentare, l’allevamento di animali clonati o della loro progenie, l’immissione in commercio di carne o prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie e l’importazione di animali clonati, della loro progenie, del seme e degli embrioni di animali clonati o della loro progenie nonché la carne e i prodotti lattieri ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie.

Le motivazioni addotte a sostegno di tale richiesta risiedono secondo l’on. Neil Parish, Presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo ed autore della risoluzione, nella grave minaccia che la clonazione rappresenta per l’immagine del modello agricolo europeo, basato sulla qualità dei prodotti e sul rispetto di rigorosi standard di salute e benessere degli animali.

Inoltre, gli eurodeputati si sono dimostrati concordi nel ritenere che la tecnica della clonazione pregiudicherebbe non solo il mantenimento della diversità genetica del patrimonio zootecnico, ma anche un rischio per la salute degli animali; di fatto i procedimenti di clonazione presentano bassi tassi di sopravvivenza degli animali, molti dei quali  “muoiono precocemente per collasso cardiovascolare, immunodeficienze, insufficienza epatica, difficoltà respiratorie, disfunzioni renali e anomalie muscoloscheletriche”.

A riguardo si ricorda che tali preoccupazioni erano state espresse anche dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare in un suo parere pubblicato a luglio, dove si legge  che i tassi di mortalità tra gli animali colanti “sono più elevati rispetto a quelli degli animali concepiti per via sessuale, e che i disturbi e gli aborti in fase avanzata della gravidanza possono avere ripercussioni sulla salute delle madri in affitto”.

Tutt’altro che favorevole anche il Gruppo europeo sull’etica che ha contestato la legittimità etica della clonazione degli animali a scopi alimentari, ritenendo che non vi sono argomentazioni convincenti che giustifichino la produzione alimentare ottenuta dai cloni e dalla loro progenie”.

Quanto dichiarato dal Parlamento riprende a pieno le preoccupazioni manifestate da Coldiretti che da subito si è dichiarata contraria a tale pratica nell’Unione europea, difendendo la qualità delle nostre produzioni e la necessità di garantire al consumatore la possibilità di compiere scelte consapevoli.

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