Acqua: il piano Anbi- Coldiretti per un cambio di rotta
“Un sussulto patriottico”. E’ quello che ha chiesto il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo nel suo intervento in occasione della cerimonia di premiazione del concorso fotografico “Obiettivo acqua”, organizzato da Anbi, Coldiretti e Fondazione Univerde e che ha visto la partecipazione con i vertici delle tre organizzazioni (Vincenzo Gesmundo, Ettore Prandini, Francesco Vincenzi, Massimo Gargano e Alfonso Pecoraro Scanio) del consigliere del ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, componente della Commissione Ambiente del Senato, Giorgio Salvitti e del capo segreteria tecnica del ministero dell’Ambiente, Giorgio Centurelli. La questione idrica resta centrale, ma secondo Gesmundo senza un energico salto di qualità e cioè lo stimolo dell’elemento patriottico negli interlocutori non si riesce a centrare l’obiettivo e cioè la realizzazione di infrastrutture. Il segretario generale di Coldiretti ha ricordato la drammatica crisi idrica della Sicilia di due anni fa. La Coldiretti scese pesantemente in campo. Tanti giovani imprenditori agricoli siciliani che avevano investito in ricerca genetica, non riuscendo a dar da bere alle loro vacche erano stati costretti ad abbatterle. Un vero dramma. E allora bene il Ponte sullo Stretto e tutti gli investimenti in strade e ferrovie, ma se non si interviene sulla infrastruttura idrica alla fine si è chiesto il segretario generale “cosa passerà dal Ponte? Camion di fichi d’India”. Se non si interviene per irreggimentare l’acqua piovana non se ne esce. L’Italia con la seconda industria manifatturiera d’Europa trattiene non più del 12% dell’acqua piovana, la Spagna il 30%. L’acqua, come è stato ribadito nel corso dell’incontro, dà la vita, ma porta anche distruzione e morte. Con eventi estremi, l’ultimo quello di Niscemi, ma situazioni di questo tipo sono ricorrenti. E’ anche fondamentale sostenere la permanenza degli agricoltori nelle aree di montagna. Anche grazie al pressing di Coldiretti la Commissione europea ha rivisto i tagli alla Politica agricola Comune (Pac) e sono stati portati a casa 90 miliardi, con un impegno del 10% per le aree rurali interne. Gli agricoltori di quelle zone svolgono un ruolo fondamentale di tutela dei territori, ma per questo devono essere sostenuti. Secondo Coldiretti è necessario riconoscere un plus ai prodotti di montagna. Ma è sull’acqua che la maggiore organizzazione agricola europea rivendica una nuova politica. Serve una pianificazione di lungo periodo – ha spiegato il presidente Ettore Prandini – perché da 30 anni si ragiona sulle emergenze. Un risultato importante è l’aver ottenuto il via libera da Bruxelles all’impiego delle risorse comunitarie per finanziarie la realizzazione di infrastrutture idriche per l’agricoltura. Prandini ha affermato che sui terreni irrigui si aumenta di tre volte la capacità produttiva. E poi ha sostenuto che senza acqua rischia anche lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale che ha bisogno di questo bene. E dunque, secondo il presidente Coldiretti, è indispensabile un dialogo trasversale tra agricoltura, innovazione ed energia, questa è la sfida da giocare anche per offrire opportunità alle nuove generazioni. Una sfida in cui l’Anbi è un riferimento. Il direttore generale, Massimo Gargano, ha detto che con il concorso fotografico la scelta è quella di parlare di un tema strategico con elementi visivi, vere opere d’arte che raccontano attraverso l’acqua il nuovo modello di sviluppo del Paese. Più acqua dunque, ma non solo. Serve anche un prodotto di qualità. E da qui il salto alle acque reflue certificate è breve. Perché è dalla qualità della risorsa idrica che nasce l’agricoltura di qualità. Il presidente dell’Anbi, Francesco Vincenzi, ha rilanciato sulla necessità di infrastrutture. E’ vero infatti che sta piovendo molto, ma tanta acqua – ha avvertito – non risolve il problema della siccità, perché senza un sistema di invasi non si inverte la rotta. |
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