il Punto Coldiretti

Dalla masseria rifugio alla mugnaia salva borghi, ecco i premi alle Amiche della terra”

Resilienza, accoglienza, creatività, trasformazione, coraggio, liberazione, ma soprattutto grande capacità di saper parlare al mondo. Con sette semplici parole il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha tracciato l’identikit delle imprenditrici agricole il 25 novembre scorso in occasione dell’incontro promosso da Coldiretti Donne per indicare la strada del riscatto nella Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne. Un’occasione di confronto al quale con il segretario generale, il presidente Ettore Prandini, la responsabile di Coldiretti Donne Maria Francesca Serra, hanno partecipato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone, Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio (in collegamento), Lauren Phillips, vicedirettrice Fao per la trasformazione rurale inclusiva e uguaglianza di genere,  Paola  Parrella,  manager di Philip Morris Internationa,Federica Diamanti, vicepresidente Ifad, Maria Siclari, direttore generale di Ispra, Stefania Basili, Prorettrice alla Comunicazione scientifica e Ordinario di Medicina Interna alla Sapienza, la fumettista Cinzia Leone, l’autrice tv Giovanna Flora e la scrittrice Elvia Gregorace.

Nutrita la pattuglia Rai  dal responsabili del Day Time, Angelo Mellone, al direttore di ray Play Marcello Ciannamea e al direttore radio digitali e specializzate, Gianfranco Zinzilli, fino ai  conduttori Elisa Isoardi che ha presentato il convegno, Massimiliano Ossini e Vira Carbone. Gesmundo ha sottolineato la spiccata capacità delle imprenditrici agricole di affrontare le sfide future e ha ricordato che  l’impresa agricola  non è solo una realtà produttiva, ma “un fatto sociale”.

A suggellare  le specificità delle aziende in rosa  il premio “Amiche della Terra” consegnato  alle imprenditrici che si sono distinte di più in creatività, innovazione, originalità, impegno sociale. E il primo riconoscimento è andato a Moira Donati, trentina, che è davvero il simbolo della pattuglia di quelle che non mollano mai. Un impegno ventennale per realizzare un allevamento di asine da latte all’avanguardia. Poi in un attimo un furioso incendio ha mandato in fumo strutture e sogni. Gli animali si sono salvati, ma del resto è rimasta solo la cenere.

Un  evento che avrebbe convinto chiunque a gettare la spugna. Non Moira che si è rimboccata le maniche e ha ricominciato pronta a rimettere in pista la sua Agrilife. A Vigo Lomaso nel comune di Comano Terme è scattata la gara di solidarietà. E la Coldiretti non ha lasciato sola l’imprenditrice. Oltre al premio le è stato consegnato da Gesmundo e Prandini un contributo di 10mila euro. Tanta commozione tra il pubblico e sul palco e anche la forte Moira ha ceduto e non è riuscita a trattenere le lacrime. Ma dietro il pianto tanta forza e voglia di ricominciare con l’agricoltura e le asine. E il suo latte potrà trovare anche la via degli ospedali pediatrici per le indiscusse proprietà alimentari particolarmente benefiche per i bimbi malati. Ma tutte le altre storie che hanno tenuto banco sono connotate da originalità, caparbietà,  dedizione, solidarietà.

Un esempio è la Masseria rifugio nelle campagne del Salento, dove Gabriella Rondini accoglie donne vittime di violenza, affiancando alla produzione di zafferano un progetto sociale di inclusione. In questo modo offre un luogo sicuro, dove ritrovare fiducia, autonomia e speranza. Ma c’è anche chi, come Chiara del Bono, ha abbandonato il lavoro di tecnologa alimentare per grandi aziende per recuperare un antico mulino, dove si è trasformata in mugnaia, primo passo per riportare in vita il piccolo borgo medievale di Roccaprebalza, in Emilia Romagna. Il rito della panificazione coinvolge gli abitanti del Paese ed è diventato motivo di richiamo anche per i turisti.

La rinascita delle aree interne è al centro anche della storia di Roberta Colombero che in Piemonte ha recuperato l’antico mestiere della malgara. Alla produzione di latte e formaggi ha saputo abbinare un vero e proprio turismo d’alpeggio, aprendo le porte a chi vuole vivere la montagna in prima persona. Antonella Di Tonno, abruzzese, ha iniziato con una piccola partecipazione in una azienda vinicola a Loreto Aprutino, che in breve è arrivata a rilevare, arrivando a produrre oltre un milione di bottiglie l’anno ed esportare in più di 75 paesi. Un modello non solo di successo ma anche di sostenibilità e inclusione. La sua cantina è stata la prima a ottenere la certificazione Geeis-Diversity, con oltre metà del team composto da donne e il 30% da persone di diversi paesi. Donne che guidano la rinascita delle comunità come Eman Ahmed Abdelaziz Seif Ahmed che ha importato in Egitto il modello dei mercati contadini di Campagna Amica. Il risultato è stata l’apertura del primo farmers market ad Alessandria d’Egitto che si è presto trasformato in un luogo di scambio culturale ed emancipazione.

 Sara Canale, ligure, ha invece iniziato la sua carriera professionale come biologa per aziende di ricerca, ma ha avuto il coraggio di cambiare vita acquistando un terreno abbandonato da cinquant’anni con un casale in rovina e costruendo il suo agriturismo dei sogni, il “C’era una volta”. Nelle campagne laziali Serena Gallaccio si è inventata agri-planner per cerimonie. Le sue creazioni realizzate con le erbe del giardino diventano allestimenti aromatici per matrimoni, compleanni, ricorrenze, e perfino bomboniere. La giovane umbra Valentina Alunno ha avviato il progetto “Contadina Contemporanea”, nato dall’unione tra arte e agricoltura per raccontare una nuova immagine della donna in agricoltura: da un vecchio camioncino è passata ai food truck, con cui partecipa a fiere, eventi e show cooking. 

E’ nel segno dei social la storia di Valeria Comensoli Ruggeri, allevatrice – influencer che racconta ogni giorno il suo modo di interpretare la professione di allevatrice. E infine un premio speciale a “Libeera”, la prima birra da filiera agricola interamente al femminile. Un progetto che afferma con forza il rifiuto della violenza sulle donne e che rappresenta il primo risultato concreto del protocollo d’intesa tra Fondazione Una Nessuna Centomila e Coldiretti, insieme a Consorzio Birra Italiana, Filiera Agricola Italiana e Campagna Amica. Alla premiazione è intervenuta anche Giulia Minoli, presidente della Fondazione.

Tre i pilastri del progetto: sostegno ai centri antiviolenza, promozione di una narrazione positiva della forza femminile e valorizzazione del ruolo delle donne nella filiera agricola.

Per ogni bottiglia venduta, 20 centesimi vengono destinati alla Fondazione, a sostegno dei percorsi di protezione e reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Il presidente Prandini ha ricordato come sia crescente la presenza delle donne confermata dai numeri: quasi il 30% delle aziende in Italia è guidato da imprenditrici. 

Le donne, come ha sottolineato Maria Francesca Serra hanno saputo cogliere al meglio le opportunità della legge di orientamento diversificando le imprese e rendendole sempre più multifunzionali. Non solo produzione, trasformazione e vendita, ma anche impegno nel sociale con un’attenzione particolare a tutte quelle azioni per contrastare la violenza sulle donne e aprire le porte delle aziende alle vittime e alle persone più fragili. Coldiretti – ha concluso Prandini – sta valorizzando il ruolo delle signore della terra che con orgoglio di proclamano “contadine” e ha auspicato che in futuro una donna possa arrivare alla guida di Coldiretti.

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