il Punto Coldiretti

Dazi, rafforzato per un anno il contributo Ue dell’Ocm Promozione

E’ entrato in vigore il 3 febbraio e sarà valido per 12 mesi il regolamento di esecuzione della Commissione Ue (sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 31 gennaio) che introduce una deroga sul livello di aiuti per la promozione del vino. In pratica il contributo Ue concesso ai produttori non deve superare il 60% della spesa ammissibile, aumentando così dall’attuale 50%.

Una riduzione di spese finalizzata a sostenere i costi aggiuntivi derivanti dalla necessità di riorientare la promozione verso paesi diversi o per organizzare nuove azioni di promozione in altri paesi. Si tratta di una misura di emergenza adottata da Bruxelles per dare ristoro a un settore colpito dai dazi introdotti dagli Stati Uniti (7,5 miliardi di dollari in risposta alle sovvenzioni erogate dalla Ue ad Airbus). I dazi sono stati decisi dall’amministrazione Usa per i vini importati da Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. Mentre per quanto riguarda l’Italia il vino è in una ulteriore black list non ancora ufficializzata.

La Commissione ricorda che nel 2018 l’export di vini Ue negli States hanno raggiunto quota 6,5 milioni di ettolitri, per un valore di 4 miliardi di euro e rappresentano una quota tra il 30 e 40% delle spedizioni globali di vino europeo. L'aumento dei dazi – scrive Bruxelles – “incide negativamente su tutti i vini dell'Unione, non solo sui vini fermi originari dei quattro Stati membri soggetti all'aumento dei dazi all'importazione. Ne conseguono ricadute negative sulla reputazione e sugli scambi di tutti i vini dell'Unione presenti sul mercato statunitense”.

Con un impatto particolarmente pesante per i vini della fascia di prezzo medio-bassa che, in termini assoluti, sono maggiormente penalizzati da un aumento del 25 % del dazio all'importazione rispetto ai vini più cari, che sono acquistati da intenditori per i quali l'aumento del prezzo non agisce come deterrente. Il regolamento ricorda anche che i vini europei negli Usa sono in competizione con quelli provenienti da America del Sud, Australia e Sudafrica. Al di là dell’effetto diretto sui prodotti dei Paesi colpiti, l’impatto sarà dunque negativo per tutti i vini originari della Ue.

Da qui la decisione di adottate misure immediate a favore di tutte le produzioni vitivinicole. D’altra parte il settore è in una situazione di difficoltà: nel 2019 gli stock sono risultati ai massimi degli ultimi dieci anni. Queste considerazioni hanno portato ad azionare la misura della promozione considerata particolarmente efficace per migliorare la reputazione dei vini europei e sostenerli così sui mercati globali.

A questo punto le nuove disposizioni europee dovranno essere recepite dalla normativa italiana che dovrà modificare il decreto applicativo dell’Ocm Promozione (Dm 3893 del 4 aprile 2019). La Coldiretti valuta positivamente questo intervento, ma precisa che si tratta solo di un primo passo per contrastare gli effetti negativi delle guerre commerciali in atto. E comunque se dovessero scattare i dazi Usa sui vini italiani la Ue dovrà necessariamente azionare idonee misure di compensazione a favore dei produttori colpiti.

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