“I Papi e i contadini” di Nunzio Primavera, la recensione
La religione vissuta nel senso più alto della dottrina cattolica, nel rispetto della persona e nella tutela dei più deboli, è il filo rosso che lega la storia dell’Italia cattolica con quella dei contadini. Sulla fede nelle campagne e i rapporti tra i Papi e i contadini è incentrato il quarto libro di Nunzio Primavera che analizza la storia della Coldiretti attraverso questa angolazione. Un saggio, pubblicato da “Laurana Editore”, che completa l’analisi avviata con La gente dei campi e il sogno di Bonomi, a cui hanno fatto seguito La terra restituita ai contadini e Il cuore giovane della Coldiretti. Questa volta il filo conduttore è la religione che “ da sempre è legata alla società rurale” come sottolinea nella postfazione il segretario della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo. “La tradizione e la natura intessono trame – scrive Gesmundo – che si manifestano nel rito, immagine di quel ciclo vitale di cui i contadini da sempre sono depositari e custodi”. Un testo oggi più che mai attuale e coinvolgente alla luce della enciclica di Papa Francesco “Laudato sì” che lancia un appello alla cura della casa comune. Il libro si apre con la benedizione e l’apprezzamento del santo Padre all’opera di Nunzio Primavera per il contributo soprattutto nei confronti dei giovani alla conoscenza del rapporto della Coldiretti con i Papi e con la dottrina sociale della Chiesa che è nel Dna dell’organizzazione agricola. L’autore ripercorre in questa chiave la vita della Coldiretti fondata da Paolo Bonomi il 30 ottobre del 1944 con il sostegno di Papa Pio XII e di Monsignor Giovanni Battista Montini che salirà poi al soglio pontificio con il nome di Paolo VI. La dottrina sociale della Chiesa è stata ed è nel Dna della Coldiretti, oggi non solo rappresentanza di agricoltori, ma forza sociale del Paese che ha al centro la famiglia rurale. In questa ottica sono state combattute e vinte le grandi battaglie che hanno cambiato l’Italia, dalla sanità alle pensioni, ma soprattutto la riforma agraria che ha dato piena dignità ai vecchi mezzadri trasformandoli in piccoli imprenditori e gettando così le basi della nuova agricoltura che ha trovato poi la piena realizzazione con le legge di Orientamento del 2001. Un altro fondamentale risultato raggiunto grazie alla visione lungimirante di quella che oggi è la più grande rappresentanza agricola non solo italiana, ma dell’Unione europea. Un faro per agricoltori e consumatori. Perché un’altra intuizione storica è stata quella di saldare in un progetto comune che fa leva sul cibo buono, sano al giusto prezzo, i produttori e i cittadini. Con la guardia sempre alta sui più poveri, su chi fa fatica a procurarsi i pasti. E i mercati di Campagna amica, riferimento del cibo a chilometro zero, un modello che sta conquistando spazi crescenti all’estero, è sempre di più anche un luogo di solidarietà e di sostegno per le fasce meno fortunate della società. Primavera nella ricerca ricca di riferimenti storici, di documenti, discorsi e messaggi di 80 anni di Papi offre uno spaccato interessante del mondo rurale attraverso cui viene filtrata la storia dell’Italia. Si parte dai riti dell’alba della civiltà per arrivare al Risorgimento e scivolare così ai giorni nostri con gli ultimi interventi di Papa Francesco sulla povertà alimentare, la lotta agli sprechi e il monito contro l’ignobile sfruttamento di centinaia di milioni di bambini soprattutto nei campi. |
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