Irlanda rinvia di 2 anni gli health warning sugli alcolici
E’ stata posticipata di due anni l’entrata in vigore in Irlanda delle etichette sugli alcolici con gli allarmi sulla salute (health warning), prevista a magGio 2026, che aveva suscitato forti reazioni nel Paese e nell’Unione Europa. La decisione definitiva è stata presa il 23 luglio dal Consiglio dei Ministri a seguito delle preoccupazioni sollevate circa l’impatto della loro attuazione nell’attuale contesto commerciale globale. L’iniziativa del Governo irlandese era stata di fatto avallata dall’Unione Europea, nonostante – rileva Coldiretti – i pareri contrari di Italia, Francia e Spagna e altri sei Stati Ue, che consideravano la misura una barriera al mercato interno. Il progetto prevede di apporre sulle bottiglie avvertenze terroristiche, che non tengono conto delle quantità, come “il consumo di alcol provoca malattie del fegato” e “alcol e tumori mortali sono direttamente collegati”. Coldiretti ha denunciato a più riprese come la proposta irlandese finisce per assimilare in maniera del tutto scorretta l’eccessivo consumo di superalcolici tipico dei Paesi nordici al consumo moderato e consapevole di prodotti di qualità a più bassa gradazione, di cui il vino rappresenta ormai da anni il simbolo, oltre a far parte a pieno titolo della dieta mediterranea, forte di diecimila anni di storia. Non a caso per l’84% degli italiani un consumo moderato di vino fa bene alla salute, secondo l’indagine Coldiretti/Centro Studi Divulga. Nell’ultima edizione del Vinitaly il presidente Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia avevano illustrato i rischi legati alle etichette allarmistiche al Commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi il quale aveva condiviso l’idea irlandese non rappresentasse uno strumento efficace nell’impegno per promuovere modelli di consumo moderati. Ma Coldiretti e Filiera Italia sono impegnate anche a far riconoscere lo stesso principio e la stessa differenza tra consumo consapevole di alcol da non criminalizzare ed invece harmful use da prevenire nel documento che dovrà definire la posizione italiana ed europea alla Quarta Riunione di alto Livello sulla prevenzione ed il controllo delle malattie non trasmissibili dell’Onu a settembre. Anche se le esportazioni di vino italiano in Irlanda sono state nel 2024 pari ad appena 59 milioni di euro, le “warning labels” – afferma la Coldiretti – rischiano di aprire le porte in Europa e nel mondo a campagne di ingiusta demonizzazione che colpirebbero una filiera che in Italia vale 14,5 miliardi di euro, dal campo alla tavola e garantisce 1,3 milioni di posti di lavoro, principale vice dell’export agroalimentare. Un ulteriore colpo ad un settore che sta registrando i primi effetti negativi dalla guerra dei dazi scatenata dal presidente americano Donald Trump. |
Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni
Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.