il Punto Coldiretti

Nasce la Coalizione mondiale dei mercati contadini con la vice segretaria Onu

L’agricoltura e il cibo come fattori di riscatto economico e sociale, strategici per un ambiente tutelato e con meno sprechi. Serve più cibo per la popolazione che cresce e occorre produrre di più, ma in modo sostenibile e preservando la biodiversità. Sono i grandi temi al centro del pre summit Onu sui sistemi alimentari ospitato a Roma e che ha avuto un momento importante sabato 24 luglio al mercato di Campagna Amica a San Teodoro a Roma alla presenza della vice segretaria dell’Onu, Amina J. Mohammed con la presentazione della prima Coalizione Mondiale dei Farmers Market, promossa dalla Coldiretti, e nata per rispondere alla richiesta di cibi sani e locali da parte dei consumatori e alla necessità di garantire gli approvvigionamenti alimentari in tutto il mondo dove la povertà alimentare cresce del 15% anche a causa dell’emergenza sanitaria.

Il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, ha aperto l’incontro con una provocazione: dalla Cina – ha detto - è arrivata la notizia che il Panda non è più a rischio di estinzione, quando è nata Campagna Amica tutti scommettevano sulla sua rapida estinzione. E invece non solo la rete dei Farmers Market della Coldiretti si è rafforzata, ma si registra una crescita a livello planetario. Una formula vincente che consente di vendere cibo giusto – ha detto Gesmundo – a un prezzo giusto con garanzie di sicurezza, qualità e sostenibilità. Senza farmers market non ci sarebbe stato un futuro per piccole aziende. Il successo dei farmers market – ha spiegato il segretario generale di Coldiretti - è frutto della legge italiana che premia la multifunzionalità dell’agricoltura e che abbiamo fortemente sostenuto per avvicinare le imprese agricole ai cittadini e conciliare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale e sociale e oggi siamo di fronte a una svolta epocale con la quale si riconosce che nei prodotti e nei servizi offerti dall’agricoltura non c’è solo il loro valore intrinseco, ma anche un bene comune per la collettività fatto di tutela ambientale, di difesa della salute, di qualità della vita e di valorizzazione della persona. Si tratta di valori universali e per questo l’iniziativa globale dei mercati contadini è sostenuta da Fao e Onu. Filiera corta e farmers market – ha concluso Gesmundo – sono strumenti potenti per rendere la filiera agroalimentare più giusta e democratica. Particolarmente significativi gli interventi di due imprenditrici che in due punti opposti del Pianeta vivono sul campo la realtà delle imprese agricole.

La presidente delle agricoltrici panafricane, Elisabeth Nsimadala, imprenditrice agricola dell’Uganda ha ricordato che in Africa l’80% della popolazione vive di agricoltura e il 60% è rappresentata da donne. Ma si tratta di un sistema patriarcale e le donne sono svantaggiate perché non possono possedere la terra e hanno grandi difficoltà ad accedere ai finanziamenti. Ma su quello che abbiamo – ha detto – dobbiamo costruire con un approccio olistico.

La risposta italiana l’ha data Valentina Stinga, imprenditrice agricola di Coldiretti, laurea alla Bocconi e coltivatrice di pomodoro e ortaggi nella penisola sorrentina. Valentina ha evidenziato come la vendita diretta consenta di entrare nelle case dei clienti di conquistarne la fiducia. La stessa fiducia che porta i consumatori ad acquistare nei mercati contadini, una scelta che premia l’ambiente e la biodiversità.

Un grazie sentito quello espresso dalla vice segretario generale dell’Onu, Amina J. Mohammed, che ha definito la giornata al mercato di Campagna amica “meravigliosa” perché il cibo collega tutti gli esseri umani. Ha ricordato che in agricoltura molte sfide della transizione generazionale sono state già fatte e ha dato atto agli agricoltori italiani di essere leader. Ha indicato poi nel cibo un elemento chiave per occuparsi del pianeta perché ingloba i valori della sostenibilità e solidarietà. E proprio l’ultima emergenza Covid ha dimostrato come tutti siano collegati: un piccolo virus – ha detto- ha chiuso il mondo e ci ha fatto riflettere come cambiare il mondo. L’agricoltura – ha concluso la vice segretaria generale dell’Onu – è centrale per la lotta al cambiamento climatico ed è uno dei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile. Dai vertici di Roma e New York la speranza dell’Onu è di attuare gli obiettivi entro il 2030 e mostrare la strada per fare meglio aprendo nuove prospettive per i giovani affinché “ ci conducono a un mondo di qualità”.

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