il Punto Coldiretti

Nuove raccomandazioni dell’Efsa per il benessere dei tacchini in allevamento: più spazio, aria e acqua  

Sono queste le principali raccomandazioni formulate dagli scienziati dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sul benessere dei tacchini allevati a fini produttivi. In tutta l’Unione europea i tacchini vengono allevati per la produzione di carne e per la riproduzione, prevalentemente in ambienti chiusi. Tuttavia, pratiche di allevamento non adeguate possono avere un impatto negativo significativo sul loro benessere. Attualmente, inoltre, non esiste una normativa UE specifica dedicata alla protezione dei tacchini: si applicano solo le disposizioni generali sul benessere animale previste dalla Direttiva 98/58/CE del Consiglio. Per valutare le reali esigenze di questi animali, l’Efsa ha sviluppato un modello comportamentale finalizzato a stimare lo spazio minimo necessario ai tacchini. Il lavoro si basa sull’individuazione di 19 conseguenze chiave sul benessere, tra cui la limitazione dei movimenti, i disturbi locomotori, le lesioni ai tessuti molli e al tegumento, l’impossibilità di esprimere comportamenti naturali come l’esplorazione e il foraggiamento, lo stress da caldo o da freddo e l’incapacità di mettere in atto comportamenti di nidificazione. Secondo il modello, per poter esprimere comportamenti naturalmente motivati i tacchini necessitano di almeno 0,49 m² di spazio per un capo di 7 kg e di 0,82 m² per un capo di 25 kg. Si tratta di superfici superiori a quelle attualmente disponibili nella maggior parte degli allevamenti. La valutazione dell’Efsa evidenzia inoltre che i tacchini dovrebbero essere allevati su lettiera asciutta e friabile, disporre di spazio sufficiente e avere accesso continuo a mangime e acqua. L’ambiente di allevamento dovrebbe includere anche elementi strutturali e arricchimenti, come piattaforme rialzate e materiali che permettano di beccare, esplorare e cercare il cibo. Accanto a queste indicazioni generali, l’Efsa ha formulato una serie di raccomandazioni specifiche rivolte ai produttori di carne, all’industria dell’allevamento e ai macelli. Tra queste: aumentare lo spazio disponibile e l’arricchimento ambientale; evitare la privazione di cibo e acqua per più di 48 ore nei pulcini appena nati; non ricorrere alla pratica del diradamento dei gruppi; garantire almeno un nido ogni quattro femmine negli allevamenti di tacchini da riproduzione; assicurare un’intensità luminosa minima di 10 lux; mantenere la lettiera asciutta e friabile e controllare la qualità dell’aria, mantenendo l’ammoniaca sotto i 10 ppm e l’anidride carbonica al di sotto dei 2.000 ppm. 

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