Oiv, produzione mondiale di vino in lieve ripresa
La produzione mondiale di vino prevista per il 2025 ha registrato una “lieve” ripresa rispetto al 2024, un anno storicamente basso, ma resta influenzata dalle condizioni meteo avverse. È quanto stima l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv) nelle ultime proiezioni. Con una previsione di 232 milioni di ettolitri (Mil), la produzione mondiale di vino dovrebbe registrare una “lieve ripresa” del 3% quest’anno rispetto al 2024, che ha raggiunto il livello più basso dal 1961, secondo proiezioni basate sui dati di 29 Paesi che rappresentano l’85% della produzione. Tuttavia, si prevede che questo volume rimarrà “ben al di sotto delle medie recenti”, confermando “un periodo di riduzione dell’offerta globale dovuta alle sfide climatiche e ai nuovi modelli di consumo”, sottolinea l’organizzazione intergovernativa centenaria che comprende 51 Stati membri. L’Europa, che ha particolarmente sofferto lo scorso anno, si sta riprendendo con 140 milioni di ettolitri previsti nell’Ue (+2%), ma rimane ben al di sotto della media quinquennale 2020-24 (-8%), rivelando “la crescente influenza degli eventi meteorologici estremi” sulla produzione vinicola nella regione. Se questa stima fosse confermata, si tratterebbe del secondo raccolto più piccolo registrato dall’inizio del secolo nel continente, che rappresenta ancora circa il 60% della produzione mondiale. I contrasti regionali sono tuttavia marcati. La Francia prevede un raccolto di 35,9 milioni di ettolitri (Mio hl), il 16% in meno rispetto alla media quinquennale per il periodo 2020-2024. La produzione francese ha sofferto del caldo e della siccità, nonché delle misure di estirpazione dei vigneti. Se questo dato fosse confermato, si tratterebbe del raccolto francese più basso dal 1957 (32,5 Mio hl), osserva l’Oiv. La Spagna sta affrontando difficoltà simili, con un raccolto previsto di 29,4 milioni di hl, a causa di una prolungata siccità aggravata da ondate di calore e grandine. L’Italia, ancora una volta leader mondiale nella produzione, sta tornando ai suoi volumi medi, mentre diversi Paesi dell’Europa centrale e orientale stanno superando le loro medie (Ungheria, Romania, Austria). Gli Stati Uniti, quarto produttore mondiale, hanno recuperato solo parzialmente i loro volumi, raggiungendo i 21,7 milioni di ettolitri, con un aumento del 3% rispetto al pessimo raccolto del 2024. Per quanto riguarda l’emisfero australe, il quadro è anch’esso eterogeneo e generalmente al di sotto della media, con una ripresa “modesta” in Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e Brasile, che compensa un netto calo in Cile dovuto alle avverse condizioni meteorologiche e alla ricorrente carenza idrica. |
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