il Punto Coldiretti

Olio di oliva, Tunisia sorpassa Italia e diventa secondo produttore

La Tunisia potrebbe essere il secondo Paese produttore mondiale di olio d’oliva nel 2025/26 (dietro la Spagna) con una stima di 400mila tonnellate grazie alle abbondanti precipitazioni durante la stagione. Lo segnala il rapporto Food Outlook della Fao. Una previsione che conferma le indiscrezioni che vengono dal paese nordafricano dove proiezioni indipendenti indicano un intervallo produttivo tra 400 e 500 mila tonnellate di olio, livelli potenzialmente record per Tunisi. Un risultato che significherebbe il sorpasso dell’Italia dove il raccolto è stimato in 300mila tonnellate.

Tutto il bacino del Mediterraneo registra un aumento di produzione che secondo Coldiretti Puglia (dove si concentra la maggiore produzione) ha aperto la strada a manovre speculative come nel caso della cosiddetta speculazione Borges, con olio tunisino rimesso sul mercato come prodotto spagnolo per oltre 200 milioni di euro.

L’Italia, pur essendo l’unico Paese dotato di un sistema di tracciabilità completo per l’olio, resta scoperta sul fronte delle olive, per le quali non esiste ancora un obbligo di registrazione dei movimenti abbinato al fascicolo aziendale del produttore. Da qui la proposta di estendere il Sian a livello europeo, per garantire controlli omogenei e in tempo reale su tutta la filiera.

Altro punto critico riguarda il ‘traffico di perfezionamento attivo’, che consente importazioni agevolate di olio proprio durante la raccolta nazionale. “Non si capisce perché si debba importare quando ancora non si conosce il livello della produzione interna perché posticipare l’inizio delle importazioni sarebbe una misura di buon senso per evitare distorsioni di mercato”, incalza Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, nel proporre “di introdurre il documento di trasporto elettronico per le olive, come previsto dalla legge 206/2023 sulla tracciabilità, e di ridurre i tempi di classificazione degli oli per garantire maggiore trasparenza”.

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