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Pac: le principali novità dal primo gennaio 2023

Il 25 giugno Consiglio, Commissione e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sui tre regolamenti per la riforma della Pac 2023-2027, che è stato poi accettato dai ministri dell’agricoltura nel corso della riunione del Consiglio dell’Ue del 28 giugno scorso. Restano da definire diversi elementi tecnici, probabilmente entro il mese di settembre, per la successiva definizione de testi giuridici che dovranno essere approvati dal Consiglio e del Parlamento europeo. Successivamente, entro il 31 dicembre 2021, gli Stati Membri saranno chiamati a redigere i propri piani strategici nazionali, i quali poi saranno sottoposti alla valutazione e approvazione della Commissione europea. Secondo quanto concordato, la Pac 2023-2027 si articola in cinque tipologie di pagamenti diretti:

  • sostegno al reddito di base. L’Italia dovrà scegliere quale sistema adottare, se continuare con il legame con i titoli storici o un pagamento a superficie uniforme per tutti gli agricoltori il cui importo corrisponde al valore medio nazionale. Nel caso di scelta dei titoli storici si dovrà continuare il processo di convergenza interna dei pagamenti diretti, a decorrere dal 2023, affinché tutti gli agricoltori possano ricevere un importo per i loro titoli pari almeno all’85% del valore medio nazionale entro il 2026.Ad oggi tutti gli agricoltori hanno raggiunto il 60% del valore medio;
  • sostegno ridistributivo: a questa tipologia di sostegno viene dedicato almeno il 10% del budget nazionale destinato ai pagamenti diretti, se tali risorse non sono già state ricavate tramite il meccanismo del capping (vedi paragrafo successivo). Questo pagamento deve garantire la redistribuzione dei pagamenti diretti dalle aziende più grandi a quelle più piccole o medie, sotto forma di un pagamento annuale disaccoppiato per ettaro ammissibile;
  • sostegno ai giovani agricoltori: ai giovani agricoltori, ovvero coloro di età pari o inferiore a 40anni, si è deciso di destinare una quota minima del 3% della dotazione nazionale dei pagamenti diretti per offrire un sostegno complementare;
  • regimi per il clima e l’ambiente (eco-schemi): si tratta della principale novità della nuova Pac. Per eco-schemi si intendono le pratiche agricole a sostegno della transizione green e volte ad accrescere il contributo fornito dall’agricoltura al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’Ue. Gli Stati membri definiranno un elenco di pratiche agricole con la concessione di un sostegno addizionale a favore degli agricoltori che volontariamente adotteranno una o più di tali pratiche agricole. Per tale sostegno gli Stati membri dovranno dedicare almeno il 25% della dotazione per i pagamenti diretti con la possibilità di impiegare almeno 20% nei primi due anni utilizzando l’importo a differenza (tra il 20 e il 25%) per la distribuzione nei pagamenti diretti disaccoppiati;
  • sostegno accoppiato al reddito: Gli Stati membri potranno concedere fino al 13% della dotazione dei pagamenti diretti per finanziare interventi per aiutare settori e produzioni o tipi specifici di agricoltura, in difficoltà, anche migliorandone la competitività, la sostenibilità o la qualità. Tale dotazione potrà essere aumentata del 2% a condizione che sia destinata al sostegno delle colture proteiche. Ad oggi non si rilevano variazioni significative all’elenco dei settori/ produttori destinatari di tale tipo di aiuto.

L’Italia dovrà definire chi sono gli agricoltori attivi, cioè i soggetti beneficiari del sostegno, attraverso l’applicazione di criteri oggettivi, quali ad esempio il controllo del reddito agricolo sul totale percepito, il lavoro dedicato per l’attività agricola, oggetto sociale, inclusioni in registri nazionali,  ecc. –, Inoltre, gli Stati potranno stabilire un elenco di soggetti o entità che non possono essere considerati “agricoltori attivi”, da inserire in una lista negativa (es. superfici aeroportuali, campi da golf, ecc).

Gli Stati potranno considerare come “attivi” anche gli agricoltori che, per l’anno precedente, hanno ricevuto pagamenti diretti non superiori ad determinato importo,  e l’importo che sarà stabilito non dovrà essere superiore a 5.000 euro.

Gli Stati membri possono scegliere di applicare una riduzione dell’importo da concedere a titolo dei pagamenti diretti (pagamenti di base) fissando un tetto massimo (capping) per beneficiario di 100.000 euro, con la possibilità di applicare una riduzione di tali pagamenti fino all’85% degli importi da concedere al di sopra di 60.000 euro. Prima di applicare queste riduzioni, gli Stati possono sottrarre i costi del lavoro, comprese le imposte e i contributi connessi, inclusi i costi della manodopera familiare. Le risorse ricavate dal capping devono essere principalmente utilizzate per il finanziamento del sostegno redistributivo e, la parte rimanente, per altri interventi a favore dei pagamenti diretti disaccoppiati.

Tutti i beneficiari dei pagamenti diretti e gli interventi di sviluppo rurale per gli impegni agro-clima-ambiente, i vincoli naturali e gli svantaggi territoriali specifici saranno soggetti alla condizionalità rafforzata. Tra le novità introdotte, è prevista l’introduzione di ulteriori pratiche obbligatorie che attualmente sono parte del greening. In particolare, con riferimento alle buone condizioni agronomiche e ambientali (Bcaa) si aggiungono altre due pratiche rispetto alle attuali 7: la rotazione delle colture nei seminativi o la diversificazione delle colture, ad eccezione delle colture sommerse (Bcaa8) e la quota minima della superficie agricola dedicata a superfici o a caratteristiche non produttive (4%), mantenimento paesaggio e siepi e alberi, con facoltà di combattere specie invasive (Bcaa9). Sono previste per le varie tipologie di impegni esenzioni in base alla tipologia di coltivazione e all’estensione dell’azienda.

E ancora, tra le innovazioni più significative della nuova normativa vi è sicuramente l’introduzione il requisito della condizionalità sociale per la piena ricezione dei pagamenti diretti (primo pilastro) e dei pagamenti ai sensi degli impegni ambiente- clima e dei vincoli naturali o svantaggi territoriali specifici (secondo pilastro), dove per condizionalità sociale si intende il rispetto da parte dei beneficiari delle norme fondamentali che regolano le condizioni, la sicurezza e la salute sul lavoro. Le autorità nazionali competenti avranno il compito di effettuare controlli e di informare gli Organismi pagatori circa le infrazioni riscontrate affinché questi applichino ai beneficiari sanzioni proporzionate alla gravità degli atti. Tale sistema entrerà in vigore su base volontaria per il biennio 2023-2024, e diverrà obbligatoria a partire dal 2025. Sarà possibile nel corso dei due anni di sperimentazione rivedere le modalità di applicazione della condizionalità sociale (clausola di valutazione) alla luce della valutazione dei risultati degli studi condotti nel biennio di sperimentazione.

In merito al II pilastro, in sede di negoziato, è stato concordato di dedicare almeno il 35% della dotazione per lo Sviluppo rurale (Fears) per le misure ambiente e clima, incluso il 50% della spesa per le aree soggette a vincoli naturali (Anc) e il 100% della spesa per il benessere degli animali e gli investimenti ambientali.

Infine, sono stati confermati gli interventi settoriali per:

  • Ortofrutticolo (obbligatorio in tutti gli SM): l’UE contribuirà per il 4,1% del valore della produzione commercializzata da una OP; per il 4,5% nel caso di AOP e per il 5% se si tratta di OP e AOP transnazionali. Per quelle OP e AOP che realizzeranno interventi in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi ambientali è previsto un incremento di risorse dello 0,5%;
  • Apicoltura (obbligatorio in tutti gli SM): l’Italia beneficerà di 5,17 milioni di euro da destinare a interventi mirati al ripopolamento del patrimonio apistico dell’Unione;
  • Vitivinicolo l’Italia disporrà di un budget pari a 323,88 milioni. Inoltre, sono state concordate una serie di interventi per accrescere la competitività e la trasparenza verso i consumatori di questo settore, come ad esempio l’introduzione della possibilità di allungare di 5 anni il sistema di autorizzazioni all’impianto per le viti, portando la scadenza al 2045 o l’estensione dell’intervallo massimo previsto per il reimpianto di viti da 3 a 6 anni.
  • Olio d’oliva: il budget italiano sarà pari a 34,59 milioni di euro annui.

L’aiuto finanziario unionale non dovrà superare:

- 30% del valore della produzione commercializzata di ciascuna organizzazione o associazione di produttori nel 2023 e nel 2024,

- 15% nel 2025 e nel 2026;

- 10% a partire dal 2027;

Inoltre, sarà possibile finanziare interventi anche in altri settori come, ad esempio, il settore delle patate fresche e surgelate.

 

 

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