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Promossa la politica vitivinicola dell’Unione europea

Promossa la politica vitivinicola dell’Unione europea primo produttore, consumatore ed esportatore di vino nel mondo. Secondo la “valutazione delle misure della Pac applicabili al settore vitivinicolo”, pubblicata il 26 ottobre, la politica per il settore ha contribuito a mantenere reputazione e competitività del vino made in Ue. Sulla spinta delle misure messe in campo è stato accelerato il processo di modernizzazione che ha reso il settore più competitivo e preparato ad affrontare le sfide internazionali. Senza i fondi Ue il processo sarebbe stato più lento con il rischio di lasciare indietro i produttori più piccoli

Valutazioni positive sono state espresse nei confronti delle norme adottate che hanno consentito di aumentare la produzione entro i limiti fissati dalle autorizzazioni agli impianti. L’Italia infatti può contare ogni anno su poco più di 6500 ettari di autorizzazioni per nuovi impianti che vengono assegnate ai produttori che ne fanno richiesta sulla base di un bando annuale.

E’ stata anche favorita l’applicazione di nuove tecnologie. A garantire sicurezza e qualità dei vini europei anche le regole sulle pratiche enologiche. Secondo il documento sono state valorizzate le tipicità locali e la diversificazione elementi che hanno sostenuto le etichette comunitarie. Un valore aggiunto è rappresentato poi dalle norme armonizzate sull’etichettatura che, secondo lo studio pubblicato, garantiscono una concorrenza leale per gli operatori, facilitano il commercio e forniscono informazioni chiare ai consumatori.

Sul tema dell’etichettatura andrebbero però fatti nuovi sforzi per accomunare le norme sull’origine dei vini spumanti a quelle dei vini fermi al fine di eliminare la possibilità che un spumante generico possa essere etichettato “made in Italy” anche quando le uve non sono state raccolte in Italia. La politica vitivinicola dunque – questo il verdetto - “è pienamente coerente con gli obiettivi economici, sociali e della Pac”.

Bene anche i programmi nazionali di sostegno che hanno rafforzato la competitività dei produttori Ue grazie “alla gamma di strumenti che possono essere adattati ai diversi livelli della catena di approvvigionamento della Ue”. Tra le misure indicate il sostegno alla ristrutturazione e riconversione dei vigneti, agli investimenti e alle misure di promozione. Per l’Italia la dotazione finanziaria è stata di 337 milioni di euro all’anno, ma per la futura programmazione bisogna scongiurare eventuali tagli.

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