il Punto Coldiretti

Rischio dazi, Prandini incontra il Commissario Gentiloni

Le preoccupazioni del mondo agricolo per gli effetti dei nuovi dazi Usa che rischiano di colpire i cibi base della dieta mediterranea Made in Italy sono state espresse dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini al commissario europeo all’economia Paolo Gentiloni a margine dell’incontro nella rappresentanza del parlamento europeo a Roma in occasione della firma del Manifesto di Assisi per uno sviluppo più sostenibile economico e ambientale. L’allarme del settore agroalimentare è cresciuto con la conclusione della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) degli Usa sulla nuova lista allargata sui prodotti Ue da colpire che mette nel mirino, tra l’altro, vino, olio e pasta Made in Italy oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffè esportati negli Stati Uniti per un valore complessivo di circa 3 miliardi.

Il braccio di ferro tra Usa e Unione Europea nasce dalla disputa nel settore aeronautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus e per l’Italia oltre al danno si aggiunge la beffa perchè il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante l’Airbus sia essenzialmente un progetto franco tedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna. Ma dal Forum di Davos gli Usa hanno anche minacciato l'Italia di ulteriori dazi se applicherà la digital tax, la tassa sui colossi del web.

“Vorremmo sottolineare la necessità che la Commissione europea agisca il più rapidamente possibile al fine di evitare ulteriori escalation delle misure di ritorsione che gli Usa stanno minacciando di applicare” afferma Prandini nel precisare che “questa non sarebbe la prima volta che gli agricoltori subiscono penalizzazioni da dispute geopolitiche che non sono direttamente connesse con la loro attività”.
Il presidente della Coldiretti chiede pertanto a Bruxelles “di trovare risorse sufficienti e misure di compensazione per gli agricoltori” che in Italia stanno già soffrendo gli effetti dei dazi aggiuntivi del 25% entrati in vigore il 18 ottobre 2019 che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.
L’eventualità di nuovi dazi Usa sarebbe devastante per il Made in Italy mettendo a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari italiani fuori dai confini comunitari e il terzo dopo quelli di Germania e Francia, dopo che l’embargo russo su molti prodotti agroalimentari europei è già costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni.

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