Unaprol, piano contro speculazioni sull’extravergine italiano
Fuori i nomi di chi sta facendo contratti a ribasso che minano il mercato dell’olio extravergine di oliva italiano. È l’appello lanciato dal presidente di Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano, David Granieri, pronto a denunciare le pratiche sleali, chiedendo al Masaf interventi immediati da parte dell’Ispettorato Centrale Controllo Qualità (Icqrf). Il mercato nazionale, denuncia Unaprol, è sotto pressione a causa di acquisti massicci di olio proveniente da Paesi esteri anche extra-Ue, con l’obiettivo di abbassare artificialmente i prezzi all’origine della produzione italiana. “Non possiamo permettere che il nostro olio extravergine venga svenduto – sottolinea Granieri – non c’è alcuna giustificazione perché il prezzo scenda sotto un valore minimo indispensabile alla sopravvivenza del settore”. In particolare Unaprol chiede tre interventi: l’istituzione di una Cabina di Regia straordinaria con tutte le Forze dell’Ordine competenti per coordinare le operazioni di contrasto; l’attuazione di un piano straordinario di controlli nei porti e nei principali punti di ingresso, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane, per verifiche sull’origine dei prodotti e sul rispetto dei limiti massimi residuali di fitosanitari previsti dalla normativa europea; monitoraggio e analisi dei contratti allo scoperto (futures) presso le maggiori Borse Merci per individuare eventuali pratiche speculative e possibili frodi sull’origine. “L’olio extravergine italiano ha un valore non un costo – conclude il presidente – i prodotti da Paesi terzi non devono essere ‘nazionalizzati’: l’origine reale deve essere garantita e tutelata. Per questo chiediamo trasparenza assoluta”. Quanto alle giacenze di olio italiano, Unaprol fa sapere che a fine settembre risultavano azzerate e a fine ottobre, ancora ai minimi storici. |
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