Unaprol scrive al Gse, rischio di speculazione sulla sansa
Alla vigilia dell’apertura della campagna olivicola 2025/2026, UNAPROL – Consorzio Olivicolo Italiano, che rappresenta oltre 100.000 olivicoltori attraverso le proprie Organizzazioni di Produttori, segnala il rischio di fenomeni di speculazione sulla sansa, sottoprodotto dell’olio, come già ci stanno segnalando moltissimi territori. Per questo ha inviato una lettera formale al GSE e ai Ministeri competenti, sottolineando che non esistono nuove regole, e che la “sottrazione” della sansa bifasica dall’uso alimentare deve essere reale e non soltanto potenziale. «La normativa europea ha sempre incoraggiato il recupero energetico di residui e sottoprodotti, per evitare che diventino rifiuti. Occorre un chiarimento evitando – spiega David Granieri, presidente UNAPROL – più costi, più complessità e meno competitività per l’intero comparto olivicolo-oleario italiano – non siamo disponibili a far espropriare valore alla filiera». Si chiede quindi di garantire continuità con il percorso già intrapreso puntando sulla valorizzazione multicanale della sansa – dal tradizionale olio di sansa alla bioenergia, fino a compost e mangimi – come condizione indispensabile per preservare la redditività e la sostenibilità ambientale dell’intero settore olivicolo-oleario. Per Unaprol occorre evitare un forte squilibrio territoriale che, a fronte dei migliaia di frantoi presenti in maniera capillare, punti a costruire artificiosamente un modello monopolistico tarato su un esiguo numero di sansifici, destrutturato, disorganizzato, obsoleto e che ha come obiettivo lasciare la sansa bifasica ‘a terra’ con un evidente impatto sulla produttività dei frantoi e inevitabilmente sul prezzo dell’olio” |
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