il Punto Coldiretti

Via libera al fondo da 94 mln per le filiere zootecniche in crisi

Con il rincaro record dei prezzi mondiali per l’alimentazione degli animali dei prodotti alimentari è importante lo stanziamento di 94 milioni di euro per le stalle in crisi già colpite dagli effetti delle chiusure per il Covid e del rallentamento dell’attività dei ristoranti. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini in occasione dell’accordo raggiunto in Conferenza Stato Regioni sul decreto del Ministero delle politiche agricole per le filiere zootecniche.

“Un provvedimento necessario – sottolinea Prandini - per fronteggiare l’impennata dei costi dei mangimi che ha superato in molti casi anche il 30% rispetto allo scorso anno e che risponde bene all’urgenza di far arrivare presto alle aziende gli aiuti, perché purtroppo l’emergenza legata al Covid non è passata. Vogliamo dunque ringraziare il Ministro Patuanelli e le Regioni – continua il presidente della Coldiretti - per l’azione congiunta a favore di un settore che rappresenta la spina dorsale del nostro sistema agroalimentare”.

Le risorse sono così ripartite: 33 milioni alla filiera delle carni bovine di età compresa tra 12 e 24 mesi (vitelloni); 26 milioni di euro alla filiera di allevamento di vacche da latte; 16 milioni alla filiera suinicola (scrofe); 7,7 milioni alla filiera ovicaprina; 6,5 milioni alla filiera delle carni bovine di età inferiore agli 8 mesi (vitelli nati allevati e macellati in Italia); 2,5 milioni alla filiera delle carni bovine di età inferiore agli 8 mesi (vitelli allevati in Italia per un periodo non inferiore a 4 mesi prima della macellazione); 2 milioni alla filiera dei conigli; 0,3 milioni alla filiera caprina.

Su forte sollecitazione di Coldiretti il decreto prevede un pagamento automatico senza nuove domande alle imprese che abbiano già fatto domanda sul primo Fondo filiere zootecniche. Quindi per gli aiuti destinati ad allevatori di scrofe, conigli, vitelli nati allevati e macellati in Italia, ovicaprini e caprini sarà Agea a determinare il nuovo aiuto dividendo le risorse disponibili per il numero di richiedenti e i capi per i quali sia stata già presentata domanda. Vengono fatti salvi i controlli già effettuati e resta fermo il limite di 225mila euro massimo di aiuto previsto dalla norma europea “Quadro temporaneo Covid-19”.

Il decreto prevede in ogni caso la possibilità di presentare nuove domande per ognuno dei settori citati, con una riserva del 20% del budget assegnato a ogni singolo intervento. In caso dovessero residuare risorse, le stesse saranno ripartite sempre in automatico sulle domande già presentate.

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