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Zootecnia, via ai progetti per la biodiversità finanziati dal Psrn

Via libera alla presentazione dei progetti relativi al periodo 2020-2023 per la sottomisura 10.2 “Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura” del Psrn-biodiversità. E’ stato infatti pubblicato il 3 febbraio sul sito del Mipaaf l’avviso pubblico. La dotazione finanziaria per il contributo pubblico del 90%, costituita da quota Feasr e nazionale, è di 45.847.158,44 euro, per una spesa ammissibile massima di 50.941.287,16 euro.

Le finalità della sottomisura 10.2 sono la conservazione e caratterizzazione del patrimonio genetico animale e il mantenimento della variabilità genetica attraverso una serie di azioni finalizzate alla caratterizzazione, raccolta e utilizzo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura.

I progetti possono essere proposti da enti pubblici o privati di qualsiasi natura e devono avere tra gli obiettivi la caratterizzazione fenotipica delle razze e delle specie autoctone; la caratterizzazione genetica delle razze e delle specie allevate in Italia; la verifica di congruenza dei dati e delle informazioni; la stima di indici genetici e genomici e gestione riproduttiva in relazione alle nuove finalità, dal benessere animale, alle emissioni gas fino alla salvaguardia della biodiversità. La sottomisura 10.2 è dunque finalizzata alla conservazione e caratterizzazione del patrimonio genetico animale e al mantenimento della variabilità genetica.

La misura è articolata in nove comparti: bovini da latte, a duplice attitudine, da carne, bufalini, ovi caprini, equidi, suini, conigli e avicoli. La spesa tra i comparti è così suddivisa: una quota fissa di 1.200.000 euro per ciascun comparto per tutta la durata della misura. Si è poi riunito in un unico macro comparto tutti i bovini al quale è stata assegnata una quota variabile pari ad 35.047.158,44 euro sulla base delle emissioni di gas climalteranti.

Sono state quindi analizzate le criticità che si sono manifestate con il primo avviso pubblico nei tre comparti minori (equino, avicolo, e cunicolo), meno organizzati degli altri, e per questi è stata aumentata la quota di competenza del finanziamento tra 0,8 e 4,0% della quota variabile del finanziamento. Inoltre, alla luce dell’importanza del settore bufalino e ella limitata possibilità di interventi di mitigazione dell’impatto ambientale del settore ovi-caprino, sono stati spostati fondi dai piccoli ruminanti ai bufali, pari all’1,5% del totale del finanziamento variabile. Infine, la percentuale del finanziamento varabile destinato ai suini è stata ridotta del 2% della quota variabile.

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