il Punto Coldiretti

Etichettatura nutrizionale, più trasparenza in vista per i consumatori

La prossima tornata sarà per gli inizi del 2011 al Parlamento Europeo, per migliorare ancora il testo in seconda lettura con una serie di emendamenti: al momento, il Consiglio Europeo ha raggiunto un Accordo politico sull’informazione alimentare, regolamento che raccoglie e unifica pezzi della legislazione europea in materia.

Il testo adottato introduce un carattere minimo utilizzabile al fine di risultare leggibile ai consumatori; l’etichettatura nutrizionale obbligatoria e l’etichettatura di origine obbligatoria per certi tipi di carne finora eslcusi da tale prassi. Positivo il giudizio di Coldiretti su quest’ultimo punto, ma guardando a livello più generale l’accordo rappresenta sicuramente un passo indietro verso l’estensione dell’obbligo dell’origine. 

Per quanto riguarda le informazioni nutrizionali obbligatorie, il contenuto di energia (calorie), la quantità di grassi, grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale, che possono essere indicati per 100 grammi  o per 100 millilitri in caso di liquidi.

John Dalli, commissario Ue alla Salute, ha riferito che ora serve una collaborazione tra Consiglio e Parlamento, sotto l’egida della Presidenza belga che è stata efficiente nel far convergere diverse posizioni. I Ministri della Salute hanno ricevuto una dichiarazione da parte della Commissione, in cui si dichiarava che non si sarebbe opposta ad una maggioranza qualificata del testo qui licenziato, ma era preoccupata per l’eliminazione delle informazioni nutrizionali da fornirsi sul davanti delle confezioni di cibo (cd “front of the pack”).

In particolare, il Direttore della Direzione Generale Salute e Consumatori, Paola Testori Coggi, avrebbe riaffermato la necessità di insistere su tale punto in ragione del potenziale positivo per le scelte dei consumatori; mentre il Consiglio al momento avrebbe optato per l’approccio classico di indicare nutrienti nel retro della confezione. La Commissione proverà a trovare l’appoggio dei membri del Parlamento Europeo proprio in seconda lettura.

Circa la richiesta italiana di avere una indicazione obbligatoria del nome del trasformatore, Dalli si è detto favorevole in quanto tale scelta garantirebbe una maggiore trasparenza e equa competizione nel mercato interno Ue.

“I consumatori necessitano e vogliono sapere l’identità del trasformatore che spesso è nascosto dietro i marchi privati del retailer”. Su tale aspetti anche i rappresentanti inglesi dei consumatori tramite la sigla “Which?”, che si sono detti soddisfatti circa la richiesta di maggiore trasparenza sulla provenienza del cibo.

“Sappiamo che la gente vuole più informazioni sull’origine del cibo, così siamo entusiasti che presto sarà obbligatorio includere l’origine di provenienza come paese sulle etichette di prodotti che contengono maiale, carne di pecora, capra e pollame, ha affermato il Direttore Peter Vicary Smith.

Le posizioni degli Stati membri sono in ogni caso diverse. Il Regno Unito avrebbe preferito il mantenimento degli schemi di etichettatura nazionale, che sono invece stati cancellati.

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