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Il Governo vara il Collegato Agricoltura alla Legge di Stabilità

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Collegato Agricoltura alla Legge di Stabilità. Il provvedimento contiene diverse novità di interesse per le aziende. Secondo una nota del Ministero delle Politiche agricole (il cui interim è stato assunto dal premier Enrico Letta, dopo le dimissioni della De Girolamo), sul fronte della semplificazione si interviene sui controlli, attraverso un rafforzamento del coordinamento delle attività degli organi di vigilanza, il divieto della duplicazione degli accertamenti e l'interscambio di dati informatici tra gli organi stessi. Con queste misure, assicura Letta, si garantisce l'efficacia del controllo, aumentando il numero di aziende che verranno controllate, evitando sovrapposizioni e andando incontro alle esigenze produttive delle imprese.

Grazie alle norme del collegato sarà possibile aprire un'attività agricola in tempi più rapidi, considerato che il termine per il silenzio assenso per i procedimenti amministrativi è stato tagliato di due terzi, passando da 180 a 60 giorni, con una piccola rivoluzione per le start-up agricole. Sono previste anche ulteriori diposizioni di abbattimento del carico burocratico per specifiche esigenze delle aziende agricole e per il settore biologico.

Diversi gli interventi in programma con l’obiettivo di aumentare la competitività del comparto agroalimentare italiano. Per il ricambio generazionale e l'imprenditoria giovanile si completa l'intervento iniziato con il decreto "Destinazione Italia" di dicembre 2013. Si vuole i questo modo  sostenere le piccole e micro imprese condotte da under 40 attraverso mutui agevolati che consentano investimenti nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, alleviando i problemi di accesso al credito.

Sono previsti finanziamenti per l'innovazione tecnologica nel settore primario, sostegno all'agricoltura sociale e ai prodotti a filiera corta, oltre all'allineamento dell'ordinamento nazionale agli orientamenti comunitari in materia di gestione del rischio in agricoltura e di regolazione dei mercati. In particolare per il sostegno al reddito degli agricoltori, si dovranno recepire gli strumenti previsti dalla Politica agricola comune 2014-2020 quali i fondi di mutualità e lo strumento per la stabilizzazione dei redditi.

Tra le principali novità introdotte c'è anche la creazione di un marchio per il Made in Italy agroalimentare, che contribuirà a rendere più semplice per i consumatori di tutto il mondo il riconoscimento dei prodotti autenticamente italiani. Il marchio sarà privato, facoltativo e in linea con la normativa europea e potrà dare un decisivo contributo alla lotta alla contraffazione e all'Italian sounding, che producono un danno all'export italiano di circa 60 miliardi di euro.

Con lo stesso provvedimento si istituisce un credito di imposta per le aziende che investano in infrastrutture logistiche e distributive all'estero per i prodotti italiani. L'obiettivo è colmare uno dei principali gap che frena le esportazioni del Made in Italy, ovvero l'assenza di forti piattaforme distributive italiane fuori dai confini nazionali.

In linea con gli obiettivi di razionalizzazione della spesa pubblica e di spending review, si prevede poi una delega al Governo per la riorganizzazione degli enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il riordino risponderà a criteri di efficienza, di valorizzazione delle professionalità e prevede la destinazione del 50% dei risparmi di spesa generati per il finanziamento di politiche a favore del settore agroalimentare.

In particolare si prevede la riorganizzazione dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea), anche attraverso possibilità di concentrare delle attività sul Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; la razionalizzazione del Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (Cra), che assorbirà anche le funzioni dell'Istituto nazionale di economia agraria (Inea) che viene soppresso; il potenziamento dell'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, Ismea, al quale vengono demandate le funzioni di Isa s.p.a, che viene soppressa.

Con l'obiettivo ulteriore di razionalizzare la normativa in materia agroalimentare e pesca, il collegato contiene una disposizione che delega il Governo ad adottare decreti per aggiornare la normativa, abrogando quella obsoleta, organizzando le disposizioni per settori omogenei o per materie, coordinando le norme e risolvendo eventuali incongruenze e antinomie.

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