il Punto Coldiretti

Il ministro De Girolamo si dimette, Moncalvo “Assicurare un riferimento al settore”

Nunzia De Girolamo si è dimessa dall’incarico di ministro delle Politiche agricole. La politica beneventana ha deciso di gettare la spugna in seguito alle polemiche sorte su alcune intercettazioni relative alla gestione della sanità campana, peraltro non legate al suo impegno alla guida del dicastero di via XX Settembre.

Le dimissioni sono state accettate dal premier Enrico Letta, il quale ha assunto la carica ad interim. Il tutto in previsione di un rimpasto di Governo. “L'immediata assunzione dell'interim è un segnale importate di attenzione al settore del presidente del Consiglio che ci auguriamo sappia valorizzare le specificità del settore agricolo italiano che ha saputo conquistare primati a livello internazionale e può offrire un valido contributo alla ripresa economica ed occupazionale del paese - ha sottolineato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo -. Abbiamo bisogno di un Ministero delle Politiche Agricole forte, autorevole e indipendente che si faccia sostenitore di un modello di sviluppo vincente fondato sulla trasparenza, sul legame della filiera agroalimentare con il territorio e sulla distintività del vero Made in Italy, per togliere spazio ai tanti 'furbetti del cacio pecorino'”.

Moncalvo, che ha rivolto un ringraziamento al ministro “per  il lavoro svolto con passione ed impegno alla guida del Ministero dell’Agricoltura”, ha comunque tenuto a precisare che “è iniziato un anno determinante per l’attuazione della riforma della politica agricola europea (Pac) e per l’appuntamento dell’Expo e l’agricoltura italiana ha bisogno subito di un riferimento istituzionale stabile e credibile”.

Resta il fatto che l’addio della De Girolamo “regala” al ministero dell’Agricoltura il poco invidiabile primato di ben cinque ministri “bruciati” nello spazio di cinque anni. In media, uno ogni dodici mesi. 

L’ultimo a restare in carica per almeno due anni (dal maggio 2008 all’aprile 2010) è stato Luca Zaia. Quando il politico leghista ha deciso di correre (e vincere) nelle elezioni regionali venete, gli è subentrato Giancarlo Galan (Pdl), la cui avventura negli uffici di via XX Settembre è durata però lo spazio di undici mesi. Nel marzo 2011 un rimpasto ha portato in cattedra Francesco Saverio Romano, del Pid. Neppure il tempo di ambientarsi e anche il politico siciliano ha dovuto fare le valigie, causa la caduta del IV Governo Berlusconi (novembre 2011)

Alla guida del Paese sono così arrivati i “tecnici” di Mario Monti e per la carica di ministro delle Politiche agricole è stato designato un dirigente delle stesso Mipaaf, Mario Catania. Nel dicembre 2012, dopo l’approvazione della legge di stabilità, il premier ha presentato le sue dimissioni. Si è andati al voto (febbraio 2013) ma l’incapacità di costruire una maggioranza solida ha portato al governo delle larghe intese. Ad aprile Nunzia De Girolamo (Pdl, poi Nuovo centro destra) è diventata ministro delle Politiche agricole. Dopo nove mesi ecco l’ennesimo cambio, con il rischio di lasciare il settore senza un punto di riferimento in un momento quanto mai “caldo”.    

 

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