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Impianti a rinnovabili, ecco come ridurre gli oneri generali di sistema

Molti non sanno che una volta istallato un impianto di generazione elettrica, come ad esempio un impianto fotovoltaico, per produrre e autoconsumare l’energia elettrica, a partire dal 1 gennaio 2014, anche all’energia elettrica autocosumata saranno applicati i corrispettivi tariffari a copertura degli oneri generali di sistema. Ma fortunatamente se tali Sistemi conseguono una specifica qualifica, da richiedere al Gse-Gestore dei Servizi Energetici SpA, possono beneficiare di condizioni tariffarie agevolate.

Com’è noto per effetto del D.L. 91/2014, i “sistemi di autoapprovvigionamento di energia elettrica” sono tenuti al pagamento degli oneri generali di sistema, non soltanto per la parte di energia elettrica prelevata dalla rete, ma anche per la quota consumata e non prelevata dalla rete, ovvero per l’aliquota autoprodotta e consumata.

Questi sono sistemi di autoapprovvigionamento di energia elettrica, denominati SSPC-Sistemi Semplici di Produzione e Consumo, composti da almeno un impianto di produzione di energia (quali ad esempio gli impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo) e da un’unità di consumo direttamente connessi tra loro mediante una rete elettrica privata senza obbligo di connessione a terzi e collegati, direttamente o indirettamente, tramite almeno un punto, alla rete pubblica.

Così dal 1° gennaio 2014 i sistemi di “sistemi di autoapprovvigionamento di energia elettrica” (SSPC), oltre a pagare la parte fissa, dovranno pagare gli oneri generali di sistema anche per la parte variabile di energia autoconsumata. Tale sistema regolatorio si è reso necessario al fine di adeguare il sistema elettrico rispetto al nuovo modello di produzione della generazione distribuita, in attuazione della direttiva europea 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici.

Fortunatamente sono esclusi i sistemi con impianti a fonti rinnovabili di potenza inferiore o uguale ai 20kW operanti in regime di scambio sul posto (ovvero che hanno un contratto di SSP-Scambio Sul Posto in essere con il Gse) e che sono stati automaticamente qualificati dal Gse come SSP-A (Sistemi Semplici di Produzione in regime di Scambio Sul Posto di tipo A). Infatti tali sistemi continuano a concorrere nel pagare solo la parte fissa degli oneri generali di sistema in relazione al punto di connessione con la rete pubblica e la parte variabile per l'energia elettrica prelevata da rete pubblica.

In tutti gli altri casi è prevista la corresponsione della parte variabile degli oneri generali di sistema anche per la parte di energia auto-consumata. Ma, per alcune tipologie di sistemi è possibile accedere a condizioni tariffarie agevolate (che prevedono un abbattimento della parte variabile degli oneri generali di sistema pari al 95%) purchè si consegua una specifica qualifica.

Di fatti l’ottenimento della qualifica del Sistema, rilasciata dal Gse, comporta il riconoscimento di condizioni tariffarie agevolate sull'energia elettrica consumata e non prelevata dalla rete, limitatamente alle parti variabili degli oneri generali di sistema, come previsto dal D.lgs n. 115/08 e dall'articolo 25-bis del Decreto Legge n. 91/14 convertito con Legge n. 116/14. E comporta l’applicazione di tali oneri solo a partire dal 1 gennaio 2015 in modo forfettario, per gli anni solari 2015 e 2016, come ha previsto l’Autorità dell’Energia con la deliberazione 609/2014/R/eel e s.m.i. Mentre la mancata qualifica impatta negativamente a partire dal 1 gennaio 2014.

A titolo di esempio semplificativo: un sistema semplice con un impianto fotovoltaico di 50kW connesso in BT, a servizio dell’azienda, che autoconsumata il 70% di energia prodotta, con contratto RID-Ritiro dedicato, per il 2015 dovrà sostenere un costo annuo di oltre 2.766 euro/anno per i soli oneri generali variabili.  Mentre, a fronte del conseguimento della qualifica il costo forfettizzato si ridurrebbe a 36 euro/anno, con un risparmio di circa 2.730 euro/anno (mentre un sistema con impianto fotovoltaico di 20 kW, potrà risparmiare più di 968 euro all’anno). A tali oneri si somma la parte fissa degli oneri di sistema in relazione al punto di connessione con la rete pubblica, pari a circa 135 euro/anno.

Pertanto al fine di usufruire delle riduzioni tariffarie è necessario che i sistemi in questione vengano qualificati dal Gse come SEU (Sistemi Efficienti di Utenza), SEESEU (Sistemi Esistenti Equivalenti ai Sistemi Efficienti di Utenza, che possono essere di tipo A, B o C) o SSP (Sistemi Semplici di Produzione in regime di Scambio Sul Posto, che possono essere di tipo A o B) attraverso procedure differenziate a seconda dei casi.
Così solo nel caso di sistemi che hanno ottenuto la qualifica il gestore di rete per il tramite delle società di vendita applicano in bolletta la parte variabile degli oneri generali di sistema, calcolata in modo forfettario (con riferimento all’esempio precedente, pari a 36 euro/anno). Mentre quelli che non ha conseguito la qualifica, a partire dal 1 gennaio 2014 e fino al conseguimento della qualifica, dovranno versare a Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali l’intero importo (con riferimento all’esempio, pari alla differenza tra 2.766 euro/anno e il costo forfettizzato di 36 euro/anno pagati in bolletta), con modalità che saranno a breve definite dall’ente.

Per questo è importante verificare che sia stata richiesta e conseguita la specifica qualifica nei termini di legge. O che, in caso di variazioni del sistema, non siano stati persi i requisiti specifici della qualifica già conseguita.

Mentre per i soli sistemi con impianti fotovoltaici di potenza inferiore ai 20 kW incentivati con la tariffa omnicomprensiva e il premio sul consumo in sito stabiliti dal IV° e V° conto energia, solo a partire dal 31 ottobre del 2016 è stata resa disponibile dal Gse la procedura per presentare la richiesta di qualifica, i cui benefici si applicano retroattivamente a partire dal 1 gennaio 2014.

Grazie alla delibera 72/2016/R/eel, tali sistemi possono presentare una richiesta di qualifica SEU semplificata secondo le procedure stabilite dal Gse. Di fatti sono stati pre-qualificati dal Gse attraverso una procedura semplificata che tuttavia prevede l’obbligo in capo al soggetto responsabile di completare il “modello di richiesta pre-compilato”, attraverso il portale applicativo del Gse (attivando l’applicazione SEU), entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione email da parte del Gse.
Il mancato completamento della domanda comporta la perdita delle tariffe agevolate a valere dal 1 gennaio 2014. Pertanto risulta della massima importanza attivarsi tempestivamente per l’assolvere all’adempimento nei termini previsti.

I costi da sostenere per l’istruttoria della domanda del Gse sono di 250 euro per la «qualifica semplice» di un sistema costituito da un unico impianto di produzione solare, o di 300 euro per altre fonti. E di 500 euro per la qualifica «complessa» nel caso di sistemi caratterizzati dalla presenza di più impianti di produzione solare, o di 550 per altre fonti. Sono esclusi dal pagamento dei corrispettivi gli impianti destinati all’autoconsumo entro i 3 kW. Per i soli SEU e SEESEU con impianti di produzione di potenza fino a 20 kW si applica, in tutti i casi, un contributo pari a 50 €. Per gli approfondimenti vai al sito http://www.fattoriedelsole.org/.    

Registrato presso il Tribunale Civile di Roma, Sezione per la Stampa e l'Informazione al n. 367/2008 del Registro della Stampa. Direttore Responsabile: Paolo Falcioni.
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