il Punto Coldiretti

Il lavoro dipendente nelle campagne

La fotografia strutturata del lavoro dipendente nel settore agricolo mostra un comparto con 170.000 imprese che assumono (il 25% del totale nazionale) oltre 1 milione di dipendenti. E’ significativo il contributo offerto all’occupazione del Paese. Gli operai agricoli rappresentano infatti l’11% del totale degli operai italiani, contribuendo con 118 milioni di giornate lavorate, pari al 5% del totale nazionale.

Il Sud è il principale bacino occupazionale (con il 51% del totale) mentre il Nord si distingue per il maggiore ricorso al lavoro a tempo indeterminato. Nel corso dell’ultimo decennio aumenta il lavoro e si riduce la precarietà.

Nello specifico, negli ultimi anni si registra un calo del numero di operai stagionali a fronte di una crescita del numero di giornate lavorate, con un progressivo incremento dell’impegno medio dei lavoratori. Il lavoro agricolo si caratterizza per una forte presenza di operai stranieri, che costituiscono il 29% della forza lavoro, con una prevalenza nel Nord (38%).

Si tratta sempre più di dipendenti di provenienza non comunitaria (India, Albania e Marocco), che stanno progressivamente sostituendo gli operi comunitari, in prevalenza rumeni. I dati sono stati elaborati da Nomisma in collaborazione con INPS, ENPAIA e il Ministero del Lavoro per l’Osservatorio sul lavoro agricolo di EBAN.

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