il Punto Coldiretti

Nel 2013 aumenta la produzione europea di vino

Dopo un 2012 particolarmente magro e con una produzione ai minimi storici pari a soli 148 milioni di ettolitri, la vendemmia 2013 porta la produzione europea ai livelli medi dell’ultimo decennio e raggiunge i 175 milioni di ettolitri. L’analisi viene dalla Coldiretti sulla base dei dati resi noti dalla Commissione Ue. Nonostante una considerevole riduzione delle superfici vitate comunitarie, l’annata vitivinicola è stata caratterizzata da favorevoli condizioni climatiche che hanno consentito aumenti produttivi considerevoli.

L’incremento è dovuto quasi interamente alla Spagna dove la pioggia, che normalmente scarseggia nelle zone vitate, ha fatto sì che la produzione di vini e mosti raggiungesse i 50 milioni di hl a fronte dei 33 del 2012, conquistando per il 2013 il primato di maggiore produttore. La vendemmia francese aumenta da 41 a  44 milioni mentre quella italiana da 42.5 a 46.5 milioni di hl. Cresce anche la Romania che passa da 3.6 milioni di ettolitri a 5.9, mentre per quanto riguarda gli altri Stati membri non ci sono particolari variazioni.

Per quanto riguarda la produzione mondiale di vini, prendendo a riferimento i dati forniti dall’OIV (Organizzazione internazionale della vigna e del vino), essa si attesta a circa 281 milioni di hl, con un incremento del 9 per cento rispetto al 2012.  Nonostante i produttori extra Ue continuino ad aumentare la superfice coltivata e la quantità di vino che esce dalle loro cantine, l’Unione Europea mantiene il primato di vigneti - circa 4.2 milioni di ettari rispetto ad un totale mondiale di 7.5 milioni -  e di produzione che rappresenta ancora più del 60 per cento del totale mondiale. Fuori dall’Europa crescono Argentina, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Sud Africa.

Sempre l’Oiv stima il consumo mondiale di vino in 245 milioni di hl, in leggera ripresa rispetto al crollo avuto nel periodo 2007-2009, ma ancora lontano dai massimi storici ante crisi del 2007, stimati in 255 milioni di ettolitri.  Con la vendemmia 2013 si allarga di nuovo la forbice tra produzione e consumo che sarà superiore al fabbisogno per usi industriali (distillati, vini aromatizzati, aceti ecc.) stimato in circa 30 milioni di ettolitri all’anno.

I dati relativi al commercio mondiale evidenziano una leggera contrazione dei volumi, dovuta anche alla diminuzione delle vendite di vini sfusi a causa della scarsa produzione del 2012,  ma un aumento del prezzo medio e quindi dei valori complessivi. Oiv stima in poco meno di 100 milioni di ettolitri il quantitativo di vino scambiato, per un valore di circa 26 miliardi di euro. L’Italia è un attore importante del mercato mondiale. Il primo esportatore in volumi con circa 20 milioni di ettolitri e un fatturato destinato a superare i 5 miliardi di euro nel 2013. Si consolida la posizione dei primi 6 paesi importatori di vino (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada e Cina e Giappone) che da soli rappresentano circa 15 miliardi del mercato mondiale.

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