Riso, ecco il piano per riconfermare la leadership
L’andamento del mercato del riso nel 2007/2008 in Italia si può considerare abbastanza soddisfacente e stabile, sia per la produzione che per il settore industriale che hanno saputo affrontare i momenti di crisi in modo equilibrato. Questo quanto è emerso da una recente riunione svoltasi presso il Mipaaf per esaminare le problematiche che il settore riso è chiamato ad affrontare all’interno del mercato comunitario e internazionale in costante evoluzione. Durante la riunione – alla quale hanno partecipato i dirigenti del Ministero delle politiche agricole, i rappresentanti delle organizzazioni agricole e dell’industria – sono state analizzate le esigenze del mercato europeo e vagliati tutti gli strumenti economici messi a disposizione a favore della filiera risicola italiana per far fronte alle continue richieste sempre più esigenti di un mercato globalizzato. Da parte di tutti i rappresentanti si è sottolineata la necessità che la competitività e la crescente domanda di un mercato sempre più attento alla qualità si affrontino creando insieme obiettivi strategici precisi. Sono state tracciate, a tale scopo, alcune linee guida utili: – analizzare la possibilità di aumentare le superfici investite a riso; – accelerare il processo per il riconoscimento dell’Igp del riso della Valle del Po, strategico per il settore a livello comunitario; – ridefinire la politica delle acque con i Consorzi di irrigazione; – promuovere l’assistenza tecnica alle aziende produttrici; – incentivare una seria ricerca tra istituzioni pubbliche e enti privati sulle varietà di riso italiano per ottenere sementi con particolari caratteristiche appartenenti alla tipicità italiana e qualificare il prodotto nazionale come prodotto di eccellenza. Problematiche che, se affrontate con la massima serietà, porteranno vantaggio alle imprese agricole, attraverso una giusta remunerazione, e all’industria con la conquista di nuovi mercati comunitari e internazionali, con la consapevolezza che l’Italia, maggiore produttore di riso in Europa, è presente in ambito comunitario per il 60% del prodotto consumato. Anche la politica comunitaria è particolarmente attenta alle problematiche del riso. Entro agosto la Commissione affronterà la questione del dazio in ambito internazionale. Soddisfazione è stata espressa in merito all’aiuto specifico e il mantenimento dell’importo pari al 50% dell’attuale valore fino al 2012 adottando un’applicazione graduale della misura del disaccoppiamento. E’ un segno di riconoscimento da parte della Commissione per il ruolo multifunzionale che svolge il settore risicolo in termini di tutela ambientale e conservazione delle biodiversità. Coldiretti ha condiviso le indicazioni emerse dal tavolo, sottolineando l’importanza di valorizzare il lavoro delle imprese agricole che ha portato l’Italia alla leadership europea, sia dal punto di vista quantitativo che per la qualità delle produzioni. I rappresentanti dell’industria hanno chiesto di verificare la possibilità di adottare un dazio stabile e non variabile, per poter affrontare in modo costante le problematiche commerciali e una definizione, in tempi brevi, delle proposte fatte in ambito Wto sia per quanto riguarda i codici doganali che per definire la varietà di riso lungo come prodotto sensibile. Al termine tutti hanno condiviso il piano di lavoro esposto, che prevede anche l’istituzione di un tavolo di lavoro per affrontare tutte le problematiche riguardanti il settore. Il Direttore Generale del Mipaaf, Mario Catania, nel concludere la riunione ha ribadito il massimo impegno da parte della pubblica amministrazione per concentrare tutte le sinergie utili per un rilancio del settore sia in sede Wto che Ue. |
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