il Punto Coldiretti

Anche il Lussemburgo chiude la porta agli ogm

Alla stregua di Austria, Ungheria, Grecia e Francia, anche il Lussemburgo ha invocato la clausola di salvaguardia e ha messo al bando la coltivazione, sul proprio territorio, della varietà di mais geneticamente modificata MON810.

Alla base di tale decisione vi sono gli esiti di recenti ricerche che, secondo il ministro della salute lussemburghese, Mars di Bartolomeo, non permettono di concludere una totale assenza di rischi nel Mon810, facendo particolare riferimento agli effetti su organismi “no target” della tossina attiva ‘Cry1Ab prodotta dal mais Mon810. A questo si aggiungono motivazioni ‘scientifiche, ecologiche e politiche’ così come l’esito si un sondaggio che segna la contrarietà all’impiego di ogm dell’’83% dei lussemburghesi.

Il provvedimento del Lussemburgo, entrato in vigore lo scorso 24 marzo, fa salire a cinque il numero dei paesi membri che hanno deciso di adottare un atteggiamento cauto nei riguardi degli ogm, dimostrando così di riconoscere l’importanza non solo ai nuovi dati scientifici, ma anche all’opinione dei consumatori da sempre reticente nei riguardi dell’impiego della tecnologia genetica per la produzione di alimenti.

La coltura del mais Mon 810 è l’unica autorizzata nel 1998 e per 10 anni nell’Ue. Quest’anno scade  l’autorizzazione e i partner europei attendono per i prossimi mesi la nuova valutazione scientifica.

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