il Punto Coldiretti

Aumenta l’import di carne dal Sudamerica, ma serve garantire la tracciabilità

Il Comitato Permanente per la Catena Alimentare e la Salute degli Animali, nel corso della riunione del 1 luglio, ha espresso a maggioranza qualificata  un parere positivo sulla proposta della Commissione europea rivolta a estendere a nuove regioni del Latino America la lista delle aree autorizzate ad esportare carne fresca nell’Unione europea.

La decisone è stata adottata a seguito di una serie di ispezioni condotte dai servizi veterinari della Commissione europea e dell’OIE che hanno rilevato l’assenza della malattia dell’afta epizootica (FMD) nelle aree interessate dal provvedimento e la capacità di queste ultime di soddisfare tutti i requisiti stabiliti dalla legislazione comunitaria.

Più nel dettaglio, i territori ammessi ad esportare carne fresca nell’UE si trovano in Argentina, Brasile e Paraguay e corrispondono alle seguenti aree geografiche:

Argentina“Patagonia North B”, ovvero le province di Neuquén e del Rio Negro. Secondo quanto previsto dalla decisione comunitaria, questi territori saranno autorizzati ad esportare nell’UE carne fresca con colonna vertebrale di ovini, bovini, caprini e di altri animali non domestici se riconosciuti  come “liberi da FMD senza vaccinazione” da parte dell’OIE (ciò corrisponde alle zone libere dalla malattia nell’UE; di fatto se gli animali fossero vaccinati, sarebbe obbligatorio rimuovere la colonna vertebrale) e, di un esito positivo delle ispezioni condotte della Commissione europea.  Le altre regioni dell’Argentina continueranno ad essere autorizzate ad esportare nell’UE carne fresca, senza colonna vertebrale, di bovini e di altri animali da fattoria.

Brasile: le nuove zone sono gli Stati di Paranà e di Sao Paolo, ammesse ad esportare nell’UE in quanto soddisfano i requisiti stabiliti dalla decisione 2008/61, ivi compresi quelli di tracciabilità. Salgono dunque a 91 gli allevamenti di carne brasiliani autorizzati ad esportare nell’UE carne fresca, senza colonna vertebrale, di manzo.

Si ricorda che provvedimenti di carattere restrittivo per le esportazioni dagli Stati di Paranà e di San Paolo furono adottati nel 2005 a seguito della diffusione della malattia dell’afta epizootica e dell’incapacità dimostrata dalle Autorità brasiliane di garantire un sistema di tracciabilità della carne.

Paraguay: è stato autorizzato ad esportare nell’UE carne bovina senza colonna vertebrale previa attestazione da parte dell’OIE dell’assenza della malattia della FMD con vaccinazione e di esito favorevole a seguito delle ispezioni della Commissione.

Probabilmente il nuovo provvedimento sarà adottato definitivamente all’inizio di agosto.

Per concludere si ricorda che l’Italia è uno dei principali importatori di carne dal Brasile con un quantitativo annuo di circa 60mila tonnellate, con un aumento del 18 per cento nel 2007.

A tutela degli interessi dei consumatori e degli allevatori europei, è dunque necessario che l’Unione europea esiga non solo il rispetto di precise condizioni igienico sanitarie ma pretenda, da quanti importano nella Comunità, l’adozione di un sistema di rintracciabilità delle carni, analogamente a quanto richiesto agli allevatori europei.

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