Cambiamento climatico, deroga per l’agroalimentare a rischio concorrenza
Gli Stati membri dell’Ue si sono accordati, lo scorso 18 settembre, su un elenco di 164 settori industriali, soggetti ad una forte concorrenza dei paesi terzi, che godranno di diritti di emissioni di C02 parzialmente o completamente gratuiti nel caso in cui non venga raggiunto nessuno accordo nell’ambito della conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite il prossimo dicembre a Copenaghen. Fra questi settori, quelli del vino, dello zucchero o anche la produzione di derivati del latte. Il nuovo accordo si ricollega al piano d’azione contro il riscaldamento climatico approvato dai ventisette nel dicembre 2008. I settori e sottosettori industriali fortemente concorrenziali che devono beneficiare di questa deroga e che interessano direttamente o indirettamente l’agricoltura e il settore agroalimentare sono, secondo l’elenco convenuto dagli esperti degli Stati membri dell’Ue: malto, concime e composti azotati, trattori agricoli, amido e prodotti a base d’amido, zucchero, bevande alcoliche distillate, bevande fermentate non distillate, alcool etilico derivati dalla fermentazione, oli e grassi grezzi, vini, preparazione e filiere di fibre di lino, purea e pasta di pomodori concentrati, latte e crema sotto forma solida, lattosio e sciroppo di lattosio, caseina, lievito secco di panetteria. Quest’elenco sarà esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri al fine di garantire l’adozione dell’accordo, da parte della Commissione europea, entro la fine dell’anno. Tuttavia, la deroga verrà applicata solo qualora non venga raggiunto un accordo alla conferenza di Copenaghen; in tal caso, la Commissione europea potrà rivedere sulla base dei compromessi raggiunti a livello internazionale tale elenco. |
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