il Punto Coldiretti

Cambiamento climatico, deroga per l’agroalimentare a rischio concorrenza

Gli Stati membri dell’Ue si sono accordati, lo scorso 18 settembre, su un elenco di 164 settori industriali, soggetti ad una forte concorrenza dei paesi terzi, che godranno di diritti di emissioni di C02 parzialmente o completamente gratuiti nel caso in cui non venga raggiunto nessuno accordo nell’ambito della conferenza sul clima organizzata dalle Nazioni Unite il prossimo dicembre a Copenaghen. Fra questi settori, quelli del vino, dello zucchero o anche la produzione di derivati del latte.

Il nuovo accordo si ricollega al piano d’azione contro il riscaldamento climatico approvato  dai ventisette nel dicembre 2008.
Tale Piano prevede da un lato, una distribuzione degli sforzi per ridurre nel 2020 le emissioni di gas a effetto serra del 20% rispetto ai livelli di 1990 e dall’altro, la possibilità per alcuni settori industriali esposti ad una forte concorrenza fuori Ue di godere di diritti di emissioni parzialmente o completamente gratuiti, per evitare decentramenti nella produzione dovuti a condizioni più favorevoli al di fuori dell’Ue.

I settori e sottosettori industriali fortemente concorrenziali che devono beneficiare di questa deroga e che interessano direttamente o indirettamente l’agricoltura e il settore agroalimentare sono, secondo l’elenco convenuto dagli esperti degli Stati membri dell’Ue: malto, concime e composti azotati, trattori agricoli, amido e prodotti a base d’amido, zucchero, bevande alcoliche distillate, bevande fermentate non distillate, alcool etilico derivati dalla fermentazione, oli e grassi grezzi, vini, preparazione e filiere di fibre di lino, purea e pasta di pomodori concentrati, latte e crema sotto forma solida, lattosio e sciroppo di lattosio, caseina, lievito secco di panetteria.

Quest’elenco sarà esaminato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dei Ministri al fine di garantire l’adozione dell’accordo, da parte della Commissione europea, entro la fine dell’anno.
Secondo quanto previsto, la lista dei settori che beneficeranno di vantaggi sopra descritti sarà applicata per cinque anni, con la possibilità di aggiungere ulteriori settori nel 2014, per il periodo 2015-2019.

Tuttavia, la deroga verrà applicata solo qualora non venga raggiunto un accordo alla conferenza di Copenaghen; in tal caso, la Commissione europea potrà rivedere sulla base dei compromessi raggiunti a livello internazionale tale elenco.

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