Cambiamento climatico: le sfide per l’agricoltura e le zone rurali
La Commissione europea ha presentato un Libro bianco che illustra gli interventi necessari ad aumentare la resistenza dell’Unione nell’adattarsi al mutamento del clima. Risultati recenti indicano che l’impatto dei cambiamenti climatici sarà più rapido e più intenso di quanto previsto dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici nella relazione del 2007. Gli effetti dei cambiamenti climatici avranno implicazioni diverse da una regione all’altra, il che significa che la maggioranza delle misure di adeguamento va adottata a livello nazionale e regionale. Il quadro presentato dalla Commissione definisce una strategia in due fasi per consentire all’Ue di adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici. La strategia completa le azioni adottate dagli Stati membri con un approccio integrato e coordinato. Una prima fase della strategia si protrarrà fino 2012 e getterà le basi per preparare un approccio globale dell’ adattamento della strategia Ue oltre il 2013. Il documento è stato pubblicato proprio nel momento in cui si sta svolgendo a Bonn (29 marzo-8 aprile) la sessione di negoziati climatici internazionali delle Nazioni Unite, nell’intento di realizzare dei progressi concreti verso un nuovo accordo ambizioso di portata globale volto a lottare contro i cambiamenti climatici. Il nuovo accordo globale, che entrerebbe in vigore nel 2013, dovrebbe essere concluso alla Conferenza dell’Onu sul clima che si svolgerà dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen. Lo scopo generale della Conferenza è quello di concludere un ambizioso accordo globale post-Kyoto relativo al clima per il periodo dopo 2012. Ad integrazione del Libro bianco, la Commissione ha pubblicato una relazione dal titolo "L’adeguamento ai cambiamenti climatici: la sfida per l’agricoltura e delle zone rurali", in cui riassume le principali conseguenze del cambiamento climatico per l’agricoltura dell’Ue, esamina la necessità di adattamento, descrive le implicazioni per la Pac e esplora gli orientamenti per l’azione futura. La relazione ha l’obiettivo di rendere più partecipi, gli Stati membri e il mondo agricolo, al corso del dibattito e alle azioni necessarie per l’ adattamento, in seguito alle pressioni esercitate dal clima. Il documento parte dall’analisi prospettiva dell’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura: il declino della media della precipitazione annuale e stagionale, costituirà un grave problema in molte regioni; l’Unione europea dovrà sempre più spesso affrontare ondate di calore, siccità, tempeste e inondazioni. Alcune regioni del nord Europa potrebbero anche avere alcuni benefici del cambiamento climatico, ma gli effetti saranno complessivamente negativi, in particolare nelle zone già esposte o soggette a cambiamenti ambientali o di altro. Saranno le regioni del sud e sud-est Europa che subiranno i maggiori danni nell’agricoltura. La relazione prosegue analizzando il tema delle emissioni derivanti dalle coltivazioni, ricordandole come le misure già applicate nel quadro della Pac, come la condizionalità, e i programmi di sviluppo rurale, abbiano portato a una loro sensibile riduzione. Gli agricoltori, non possono tuttavia assumere da soli tali oneri e che le autorità pubbliche devono dare il loro contributo: ad aiutarli ad adattare le loro infrastrutture e i loro metodi di produzione; consentendo loro di continuare a fornire servizi in favore dell’ambiente rurale; a mantenere l’informazione relativa ai rischi climatici; offrendo loro la possibilità di adattamento; mettendo a disposizione servizi di consulenza e formazione. Il documento conclude specificando che la riforma della Pac ha già fissato alcuni elementi base, come il disaccoppiamento degli aiuti e la politica di sviluppo rurale, che svolgeranno un ruolo importante nella strategia di adattamento dell’agricoltura. Inoltre, per la riforma della Pac del dopo 2013, viene ritenuto opportuno proporre i necessari adeguamenti affinché gli agricoltori possano continuare a gestire le loro aziende nel rispetto dell’ambiente e a contribuire a servire l’interesse generale per la conservazione delle comunità rurali e al mantenimento del paesaggio rurale. |
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