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Clima, scende in campo anche il Consiglio Europeo

Giovedì 10 e venerdì 11 dicembre 2009, i Capi di Stato e di Governo dell’Ue si sono riuniti a Bruxelles per il consueto Summit di dicembre. Questo è stato, contemporaneamente, l’ultimo incontro sotto la Presidenza del primo Ministro svedese Friedrik Reinfeldt e il primo nella nuova cornice offerta dalle regole procedurali contenute nel Trattato di Lisbona. Il prossimo incontro del Consiglio europeo avverrà, infatti, nel nuovo anno, sotto la Presidenza permanente del belga Herman Van Rompuy, così come previsto dal nuovo trattato, entrato in vigore lo scorso primo dicembre.

L’agenda del summit ha previsto una riflessione sulla crisi economica e finanziaria, l’adozione del “Programma di Stoccolma” sulla cooperazione degli Stati Membri nel campo della giustizia e una rassegna sulla situazione dei negoziati sul cambiamento climatico, collaterale alla Conferenza delle Nazioni Unite di Copenaghen (7-18 dicembre).

Ricordando come la Conferenza di Copenaghen costituisca un’opportunità storica per la comunità internazionale per rispondere al cambiamento climatico attraverso una solida cooperazione, il Consiglio europeo richiama la posizione negoziale adottata il 30 ottobre 2009, reiterando la sua offerta di arrivare ad una riduzione, entro il 2020, del 30% delle emissioni di gas ad effetto serra, a patto che anche altri Paesi sviluppati si impegnino con uno sforzo comparabile a quello europeo.

Il Consiglio ritiene indispensabile che l’Unione europea sostenga le iniziative volte a rafforzare la governance internazionale in materia ambientale e che l’accordo possa sfociare nella messa a punto di uno strumento giuridicamente vincolante, preferibilmente entro sei mesi dalla conferenza di Copenaghen, per il periodo che decorre dal 1º gennaio 2013.

L’accordo di Copenaghen dovrebbe comportare disposizioni che prevedano l’avvio di un’azione immediata sin dal 2010 e il Consiglio europeo riconosce che ciò richiede l’intensificazione del sostegno finanziario. Un sostegno pubblico internazionale rapido dovrebbe implicare un sostegno specifico e distinto per gli interventi di adattamento, mitigazione, comprese le attività forestali e la creazione di capacità, con particolare attenzione ai paesi vulnerabili e a quelli meno avanzati.

L’Ue invita i paesi sviluppati ad annunciare i loro contributi a tale sostegno, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo di ottobre. L’Ue confida che si raggiungerà un importo complessivo di 7 miliardi di euro all’anno. L’Ue e gli Stati membri sono pronti a contribuire con finanziamenti rapidi per un importo di 2,4 miliardi di euro all’anno per il periodo 2010-2012.

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