Crisi del latte, in arrivo 280 milioni per il settore
Arrivano 280 milioni per sostenere i produttori di latte. I ministri dell’agricoltura dell’Ue si sono riuniti oggi a Lussemburgo, nella riunione di Consiglio, sotto la presidenza del ministro dell’agricoltura svedese Eskil Erlandsson. Il Consiglio ha tenuto un dibattito politico sulle misure destinate a migliorare la situazione sul mercato per il latte, con la presenza di Mariann Fischer Boel, commissario responsabile per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, che ha presentato una relazione trimestrale sul mercato per il latte. La Commissione ha presentato la proposta di regolamento (doc. 14270/09), adottata lo scorso 9 ottobre, che prevede: a) L’estensione della “clausola di turbativa dei mercati”, già esistente per altri settori agricoli, per consentire una rapida risposta alle turbative del mercato, in caso di diminuzione o aumento dei prezzi, attraverso l’adozione di misure di emergenza. Per finanziare tali misure di emergenza, fra le quali rientrerebbe anche l’aiuto all’ammasso privato per i formaggi (previo parere del Comitato di gestione), la Commissione ha richiesto l’assegnazione di una dotazione finanziaria per il bilancio 2010 pari a 280 milioni di euro, da ripartire fra gli Stati membri sulla base della produzione di latte in quota. L’autorizzazione all’utilizzo di tale dotazione di bilancio dovrà ricevere il via libera dai Ministri dell’economia nella riunione di Consiglio, prevista per il 19 di novembre, previa assunzione del parere del Parlamento europeo tramite la procedura di codecisione. b)L’utilizzo dei prelievi per i programmi di acquisto di quota per le campagne 2009/2010 e 2010/2011, su una base volontaria. Le quota acquistate e mantenute nella riserva nazionale non dovranno più essere inserite nel calcolo del prelievo supplementare dovuto a livello comunitario. Se uno Stato membro decide di riscuotere un prelievo supplementare a livello nazionale, la parte corrispondente alla quota acquistata potrà essere distribuita e utilizzata a livello nazionale per la ristrutturazione del settore. Positivo il commento della Coldiretti per la quale però, accanto alle misure di sostegno finanziario, servono misure di intervento strutturali per la trasparenza come quelle previste dal Decreto predisposto dal Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia che prevede l’obbligo di indicare la provenienza di latte e derivati in etichetta ma anche il divieto di utilizzare polveri e caseinati in sostituzione del latte per la produzione dei formaggi. Per la definitiva adozione del regolamento è necessario attendere il parere consultivo del Parlamento europeo. A tal proposito il Consiglio ha richiesto l’adozione della procedura di urgenza nel corso della sessione plenaria che si sta svolge dal 19 al 22 ottobre a Strasburgo. Inoltre, il Consiglio ha adottato senza dibattito il regolamento (doc. 13399/09) che proroga l’intervento pubblico sul burro ed il latte scremato in polvere fino alla fine 1° trimestre 2010. A completamento delle misure proposte, annunciate dal commissario Mariann Fischer Boel, il 28 ottobre la Commissione procederà alle modifiche delle norme in materia di aiuti nazionali per permettere agli Stati membri di aumentare (temporaneamente) da 7.500 euro a 15.000 euro il limite massimo degli aiuti nazionali a favore di tutti i produttori agricoli. Si ricorda che 21 Paesi membri, guidati dalla Francia e la Germania, hanno presentato un documento comune (doc.14526/09 )[1], quale contributo per definire un nuovo quadro normativo europeo per il mercato del latte. A riguardo il commissario Mariann Fischer Boel ha riferito di aver risposto a tutte le richieste, formulate dagli Stati membri con il documento, esclusa l’autorizzazione per l’utilizzo del latte in polvere nei mangimi, in quanto ritenuta una misura troppo costosa oltre che impopolare. Sulla questione relativa all’informazione dei consumatori il Commissario ha precisato che esistono dei regolamenti in vigore che prevedano che i prodotti lattiero-caseari siano etichettati come tali solo quando contengono il 100% di prodotti lattiero-caseari e che è competenza degli Stati membri di applicare tale regolamento. |
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