Dal Parlamento Ue stop all’etichetta no ogm per la carne
Con il cambiamento delle norme sul sistema di etichettatura facoltativa della carne bovina viene di fatto impedito di indicare la dicitura no ogm a causa degli elevati costi che saranno ora a carico del singolo allevatore che ha scelto di alimentare il proprio bestiame con mangimi non contaminati da biotech. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’evidenziare uno degli effetti negativi del sostanziale via libera alla proposta della Commissione europea che ha modificato lo schema attuale di etichettatura volontaria delle carni e rinvia di almeno cinque anni l’obbligatorietà del chip per i bovini. Con una ristretta maggioranza il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo, ha infatti adottato un emendamento volto a sopprimere, a decorrere dal 1° gennaio 2014, l’attuale sistema regolato dagli artt. 16, 17 e 18 del Regolamento 1760/2000. Il testo adottato conferma, in linea generale, le proposte formulate dalla Commissione europea volte alla soppressione dell’attuale procedura in vigore, che prevede l’approvazione di un disciplinare per l’etichettatura facoltativa delle carni bovine, da parte delle autorità competenti degli Stati membri, sulla base delle richieste degli operatori. A livello procedurale, resta da vedere se il Parlamento europeo riuscirà a raggiungere un accordo con il Consiglio sulla Relazione in questione, che riguarda anche l’introduzione dell’identificazione elettronica dei bovini (EID) su base volontaria, ferma restando la possibilità per gli Stati membri di introdurla su base obbligatoria sul loro territorio. “Bisogna evitare che la modifica delle disposizioni sulle indicazioni facoltative in etichetta impedisca di valorizzare il lavoro di quanti si sono impegnati per la trasparenza e la qualità della carne – sottolinea la Coldiretti -. L’Italia è all’avanguardia nell’etichettatura facoltativa della carne in cui molti operatori hanno investito con successo, al fine di fornire informazioni utili quali la razza e il sesso dell’animale, l’alimentazione usata e l’età del bovino verso le quali i consumatori mostrano interesse ai fini di un acquisto consapevole e trasparente”. |
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