il Punto Coldiretti

Direttiva nitrati, la Commissione Ue chiude la procedura di infrazione contro l’Italia

La Commissione Europea ha deciso di archiviare la procedura d’infrazione contro l’Italia in materia di nitrati.

Una scelta storica, accolta con grande soddisfazione da Coldiretti, che rende ora possibile proporre all’Ue l’auspicata richiesta di deroga al limite massimo di spandimento fissato in 170 kg di azoto per ettaro che, in molte aree, risulta penalizzare le imprese agricole.

Ciò presuppone, da un lato, la presentazione di una documentazione a supporto molto particolarizzata che affronti, oltre agli aspetti agronomici, quelli ambientali riguardanti lo stato delle acque e, dall’altro lato, l’esistenza di una severa normativa in vigore a livello regionale per quanto riguarda anche i limiti all’impiego del fosforo. 

La domanda va presentata alla Commissione Europea da parte del ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare anche per conto delle regioni, sicché diventa quanto mai urgente la promozione di iniziative di concertazione per precisare le condizioni di deroga che tengono conto dell’analisi del trend dei nitrati nelle falde e di azoto e di fosforo nelle acque superficiali, attraverso studi scientifici e rapporti tecnici in grado di dimostrare come un innalzamento del dosaggio oltre il limite non sia di pregiudizio al conseguimento degli obiettivi di qualità delle acque.

Precise deroghe sono state già approvate dall’Unione Europea a favore di, tra gli altri, Danimarca, Olanda, Germania, Austria, Irlanda. 

In questo modo si va a chiudere una vicenda che ha avuto origine negli anni ’80. Nell’Ue venne accertato un aumento della concentrazione di nitrati di origine agricola nelle acque con valori superiori a quelli guida e fu adottata la direttiva 91/676/cee cosiddetta direttiva nitrati che contiene norme riguardanti l’uso in agricoltura di composti azotati e il loro accumulo nel terreno al fine di ridurre l’inquinamento di questo tipo.

La direttiva avrebbe dovuto essere recepita da tutti gli stati membri entro il 19 dicembre 1993 ma, per quanto riguarda in particolare l’italia, non risultava ancora terminato il processo di adeguamento fino alla segnalata archiviazione.

L’Ue nell’aprile del 2006 aveva dunque notificato al nostro paese la formale costituzione in mora (prima fase della procedura di infrazione) per la violazione degli artt. della direttiva.

Nella procedura (n. 2163/2006) erano contestati i seguenti inadempimenti:

a)   insufficiente designazione delle zone vulnerabili ai nitrati di fonte agricola nell’area del bacino padano;

b)  insufficienza delle misure obbligatorie previste dal programma d’azione nitrati da attuarsi all’interno delle zone vulnerabili relative, in particolare, alle modalita’ di utilizzazione degli effluenti di allevamento e dei concimi.

Va detto, in ogni caso, come anche a seguito delle numerose sollecitazioni il quadro normativo di recepimento si è mano a mano completato attraverso la successiva approvazione del d. lgs. 11 maggio 1999, n. 152 (sostituito più di recente dal d. lgs. 3 aprile 2006, n. 152 cosiddetto testo unico ambientale); dal d.m. 19 aprile 1999 recante approvazione del codice di buona pratica agricola nonché dal d.m. 7 aprile 2006 contenente norme tecniche per la disciplina dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento a cui si aggiungono i programmi di azione adottati dalle regioni.

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