Ecco il Libro verde che rilancia la politica di coesione
La Commissione europea ha adottato un Libro verde sulla coesione territoriale, avviando in tal modo un’ampia consultazione con le autorità regionali e locali, le associazioni, le ONG, la società civile ed altre organizzazioni, al fine di migliorare e condividere la comprensione della coesione territoriale, con le relative conseguenze per il futuro della politica regionale dell’UE. La pubblicazione del Libro verde, da parte della Commissione, avviene in risposta ad una richiesta presentata dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Il dibattito sulla coesione territoriale è iniziato nei primi anni ’90 e ha portato all’adozione da parte degli Stati membri della Prospettiva di sviluppo del territorio europeo (ESDP) nel 1999. La Commissione ha messo a punto l’ESDP rafforzando la cooperazione attraverso il programma INTERREG e creando l’Osservatorio in rete dell’assetto del territorio europeo (ESPON). Il punto culminante del dibattito è stato l’adozione l’anno scorso da parte degli Stati membri dell’agenda territoriale con il relativo piano d’azione. Rispetto al resto del mondo, il territorio europeo ha una sua configurazione caratteristica per quanto riguarda l’insediamento abitativo. Soltanto il 7% della popolazione europea vive in città di più di 5 milioni di abitanti, contro il 25% negli Stati Uniti. Fino a ora l’Europa è riuscita a mantenere un certo equilibrio fra l’urbanizzazione e la tutela delle zone rurali, il che contribuisce a definire il modello di vita europeo. Il Libro verde sottolinea questo aspetto e propone soluzioni per evitare l’esodo rurale o l’eccessiva espansione delle zone urbane, e propone di trasformare in misure politiche concrete i tre concetti chiave: • Superare le differenze di densità. Il Libro verde suggerisce che un miglior coordinamento possa far sì che le città e le regioni limitrofe uniscano le loro forze per garantire che ogni territorio possa sfruttare al massimo il suo contributo alla prosperità dell’Unione nell’insieme, con una particolare attenzione per l’innovazione e la produttività e, al tempo stesso, riducendo l’ inquinamento e l’esclusione sociale. • Superare le distanze. L’accesso a servizi pubblici, trasporti efficienti, reti di distribuzione dell’energia affidabili e Internet su banda larga è disponibile in maniera non equilibrata in tutta l’Unione. Nelle zone rurali remote, in media il 40% delle persone vive a una distanza di oltre 30 minuti di macchina da un ospedale, mentre il 43% vive ad oltre un’ora di macchina da una sede universitaria. • Superare le frontiere amministrative. I problemi ambientali, associati ai mutamenti climatici, alle inondazioni, alla perdita di biodiversità o agli spostamenti dei pendolari, non tengono conto delle frontiere e occorre una maggiore cooperazione per affrontare queste sfide. Il Libro verde sottolinea inoltre le sfide che devono affrontare le regioni con caratteristiche geografiche specifiche, ad esempio, le zone montane o le regioni insulari.
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