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Euromediterraneo: accordo di libero scambio con Israele

Dopo l’avvio dell’Unione per il Mediterraneo a luglio a Parigi e la firma dell’accordo di libero scambio da parte della Commissione Europea con l’Egitto, un altro tassello si è aggiunto alla  “Strategia di Barcellona” per la creazione di un’area di libero commercio euro mediterranea, con il raggiungimento di un accordo preliminare con Israele.

Per ciò che riguarda l’agricoltura, l’accordo prevede una quasi totale liberalizzazione del commercio sia per i prodotti trasformati che per quelli freschi. Per questi ultimi, sono stati previsti una serie di prodotti sensibili per i quali si prevede una riduzione delle barriere doganali meno consistente ma con un allargamento del contingente tariffario. E’ il caso di prodotti quali, le carni ovine, le arance, i limoni, i mandarini, l’uva da tavola, i meloni, i kiwi, le albicocche, le ciliegie, le pesche, le olive e le fragole.

Per i prodotti trasformati, invece, si tratta di una liberalizzazione di oltre il 90% dei prodotti mentre confetture, acqua vite di vino, biscotti saranno trattati come sensibili.

Si tratta del secondo accordo preliminare di libero scambio dell’Unione Europea con i Paesi della riva sul del mediterraneo che comprendono oltre ad Egitto ed Israele anche Marocco, Siria, Tunisia, Autorità Palestinese, Libano, Giordania ed Algeria.

L’Unione Europea si conferma quindi il principale partner commerciale dei Paesi del Sud del Mediterraneo, assorbendo oltre il 50% delle loro esportazioni di prodotti agricoli e rappresentando il 33% dei prodotti agricoli da questi importati. 

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