il Punto Coldiretti

Gli europei bocciano la clonazione a fini alimentari

L’81% dei cittadini europei è perfettamente consapevole che clonare un animale significa creare “la copia esatta di un animale già esistente”. E’ questo il principale dato emerso da un sondaggio svolto da Eurobarometro sull’attitudine dei cittadini europei in merito la clonazione animale.

Più nel dettaglio, sebbene si rilevi una generale propensione a giustificare l’impiego di tale tecnica per migliorare la resistenza degli animali alle malattie o preservare le specie, quattro persone su dieci (38%) credono che nessuno dei potenziali vantaggi, di natura sanitaria o economica, giustifichi l’impiego della tecnica della clonazione nell’allevamento di animali  per la produzione di prodotti alimentari; il 64% degli italiani si è detto, di fatto, contrario all’impiego di tale tecnica nella catena alimentare.

In tale contesto, su una scala di valori strutturata dal più al meno possibilista, ben il 43% degli italiani ha dichiarato che non acquisterebbe mai carne e latte proveniente da animali clonati ed il 78% di questi si è detto d’accordo affinché sia previsto un sistema di etichettatura specifico qualora i prodotti derivati dalla progenie di animali clonati dovessero essere commercializzati.

Ulteriore aspetto da segnalare attiene ad uno spiccato orientamento etico riguardo l’applicazione di tale tecnologia che si distacca da quello prettamente scientifico: il 69% degli intervistati concorda nel sostenere che la clonazione implica il trattamento degli animali come “merce” e non come esseri senzienti.

In particolare, è emerso un generale consenso da parte dei cittadini europei, e di quelli italiani, nel ritenere la clonazione animale “moralmente sbagliata” (61%UE-69%IT), un preludio alla “clonazione umana” (77% UE- 63% IT ), un “pericolo per la biodiversità” (63%UE-63%IT).
Particolari preoccupazioni sono state espresse anche per quanto riguarda gli effetti di lungo periodo sulla natura (84%UE- 81%IT).

Inoltre, in merito al quesito relativo a chi trarrebbe maggiori benefici dall’applicazione di tale tecnica per la produzione alimentare, i consumatori italiani, in linea con la media comunitaria (86%), hanno segnalato l’industria agroalimentare mentre, solo per pochi, la clonazione apporterebbe dei vantaggi agli allevatori ed ai consumatori.

Il sondaggio di Eurobarometro, svolto su un campione di più di 25.000 cittadini dei ventisette Stati membri dell’Unione, si aggiunge ai parere dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e del Comitato etico.

A riguardo si ricorda che nel suo studio EFSA ha espresso grande preoccupazione per quanto riguarda gli aspetti legati alla salute ed al benessere degli animali, mentre il Comitato etico ha ribadito che al momento non vi sono ragioni che giustificherebbero l’impiego di tale tecnologia per la produzione alimentare.

Infine si ricorda che lo scorso 3 settembre, il Parlamento europeo ha adottato, con 622 voti a favore, una risoluzione nella quale chiede alla Commissione di vietare nell’Unione europea l’applicazione della tecnica clonazione degli animali per scopi alimentari, le importazioni di animali clonati, della loro progenie e del loro seme nonché i prodotti ottenuti da animali clonati o dalla loro progenie.

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