Il Parlamento europeo fissa gli standard di qualità per le acque di superficie
Con 673 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni il Parlamento ha adottato, in seconda lettura, una direttiva volta a istituire, come previsto dalla "direttiva quadro sulle acque", standard di qualità ambientale (SQA) per gli inquinanti o gruppi di inquinanti che presentano un rischio significativo per la salubrità delle acque, pregiudicando così la salute umana e l’ambiente.
Secondo quanto dichiarato dalla Commissione, la nuova direttiva, che abrogherà ben cinque direttive esistenti, costituisce l’ultimo strumento legislativo necessario per conferire maggiore efficacia alla direttiva quadro sulle acque (Direttiva 2000/60/CE), punto cardine della politica UE in materia di protezione delle risorse idriche. Più nel dettaglio, gli standard di qualità ambientale (SQA) sono definiti dal nuovo testo come «la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota che non deve essere superata, per tutelare la salute umana e l’ambiente». Essi sono differenziati a seconda che si tratti di acque interne (fiumi e laghi) o di altra acque di superficie (di transizione, costiere e territoriali).
In totale sono 33 le sostanze considerate prioritarie e, tra queste, tredici sono identificate come pericolose, ad esempio il cadmio e il mercurio e gli idrocarburi policiclici aromatici.
In linea di principio, il testo approvato dal Parlamento fa propri gli obiettivi che la Commissione intendeva perseguire con la sua proposta, ponendo tuttavia particolare enfasi su:
– una revisione dell’elenco delle sostanze prioritarie e dei relativi standard di qualità ambientale, volta a valutare l’opportunità di inserire altre 14 sostanze nella lista. Tale revisione dovrà essere proposta entro due anni dall’entrata in vigore della direttiva; – l’introduzione di criteri trasparenti per la designazione delle cosiddette "zone di mescolamento", ovvero zone adiacenti ai punti di scarico, in cui le concentrazioni di uno o più inquinanti possano superare gli SQA applicabili a condizione, però, che «tale superamento non abbia conseguenze sulla conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard» – il potenziamento dell’obiettivo di arrestare o eliminare gradualmente, nell’arco dei prossimi 20 anni, le emissioni di 13 "sostanze pericolose prioritarie". In particolare, la Commissione elaborerà una relazione sui progressi compiuti per il conseguimento di questo obiettivo nel 2018, avvalendosi a tal fine di un inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite. |
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