il Punto Coldiretti

La Commissione Ue punta sulla Pac per frenare le speculazioni sui prezzi

Di fronte alla crisi mondiale dei prezzi, la Commissione europea ed il Parlamento europeo hanno iniziato a predisporre la risposta dell’Unione, riconoscendo entrambe il fondamentale ruolo che l’agricoltura dovrà giocare per far fronte alle sfide presenti e future.

L’esecutivo comunitario, riunitosi il 20 maggio scorso ha approvato la Comunicazione presentata dal Presidente José Manuel Barroso riguardante l’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli a livello mondiale, che verrà presentata al Consiglio Europeo del prossimo 19-20 giugno, dove Capi di Stato e di Governo potranno decidere la strategia da attuare.

La Comunicazione della Commissione europea parte dal constatare un aumento medio dei prezzi internazionali del 70% e nel sottolineare il carattere strutturale e non momentaneo di tale aumento. Ciò significa, che secondo la Commissione, si potranno avere degli abbassamenti dei prezzi come in quest’ultimo mese, ma che sarà difficile arrivare ad un livello pari a quello pre-crisi.

La Comunicazione segue indicando le cause che hanno condotto a questo improvviso aumento, indicando tra le principali: l’aumento della domanda da parte di grandi mercati come la Cina, l’India ma anche il Brasile; l’altissimo prezzo del petrolio e di conseguenza dei trasporti; l’aumento della produzione di biocarburanti, anche se non è il caso dell’UE in quanto soltanto l’1% della produzione cerealicola europea è destinata ai biocarburanti; l’impatto sulle produzioni provocato dai cambiamenti climatici; le grandi speculazioni finanziarie; la restrizione dell’offerta da parte dei Paesi esportatori; la poca flessibilità del sistema di equilibrio della domanda e dell’offerta del settore agricolo.

Per rispondere a questa situazione, che ha avuto delle forti ripercussioni a livello mondiale ma anche europeo, la Commissione europea intende intervenire sia a breve che a medio e lungo termine, soprattutto attraverso la politica agricola comune, riconoscendone il suo ruolo fondamentale per lo sviluppo economico mondiale. Bisognerà quindi fare in modo di aumentare l’offerta di prodotti agricoli, ed è in tale senso che le proposte contenute nell’Health Ceck, approvato nella stessa riunione, vogliono andare; rendendo ancora più efficiente il disaccoppiamento degli aiuti che hanno fatto in modo di permettere agli imprenditori agricoli di rispondere meglio alle oscillazioni del mercato; abolendo l’obbligatorietà della pratica del set-aside; rendere la politica europea dei biocarburanti più sostenibile; rafforzare la ricerca nel settore agricolo per migliorarne la produttività.

Inoltre sarà necessario controllare il sistema dell’offerta dei prodotti agricoli, al fine di evitare quelle concentrazioni che sono dannose al mercato. A tal proposito verrà creata una Task Force europea che investigherà sulla catena dell’offerta, che sarà guidata dalla Direzione Generale economia e finanza della Commissione e coadiuvate dalle altre Direzioni Generali interessate compresa quella dell’agricoltura.

Dal punto di vista internazionale, invece, bisognerà continuare a sostenere le popolazioni più vulnerabili, ma anche pensare di incentivare la nascita di un’agricoltura sostenibile nei Paesi in Via di sviluppo che potrà essere favorita, a lungo termine, da questa situazione di prezzi più elevati.

Per quanto riguarda, invece, il Parlamento europeo, nella seduta plenaria dello stesso 20 maggio, con 602 voti favorevoli , 19 contrari e 62 astenuti è stata approvata la relazione di Jens Holm, la quale sottolinea la necessità di garantire globalmente l’accesso alle “materie prime”, combattendo ogni forma di speculazione e rimuovendo tutte le misure che distorcono la concorrenza. A tale scopo, gli Eurodeputati ritengono necessario incoraggiare la cooperazione regionale e commerciale come nel caso dell’accordo di libero scambio dell’Euromed; invitano la Commissione europea ad agire a livello multilaterale (WTO) al fine di promuovere un accesso “equo e libero” da parte di tutti alle “materie prime”. In conclusione, il Parlamento europeo incoraggia in Paesi in Via di sviluppo e quelli più vulnerabili a diversificare la loro attività economica e a renderla più sostenibile e meno legata alla volatilità dei prezzi dei prodotti di base ed invita l’Unione europea a dotarsi di una politica energetica nuova, più efficace tramite un migliore sfruttamento delle fonti rinnovabili.

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