il Punto Coldiretti

La Gdo francese scende a patti con i produttori

La grande distribuzione organizzata (Gdo) francese ha presentato tre proposte per rilanciare la competitività della filiera agroalimentare che puntano su contrattualizzazione dei prodotti agricoli non trasformati, un prezzo minimo  garantito in caso di grave crisi e l’etichettatura sistematica dell’origine dei prodotti.

In attesa della “legge di modernizzazione dell’agricoltura”, in discussione al Senato francese, le imprese aderenti alla Fcd (Federazione delle imprese del commercio e della distribuzione), hanno dichiarato la loro disponibilità a impegnarsi a fianco dei produttori e degli industriali, nel rispetto del ruoli ognuno. 

Della Federazione fanno parte anche due importanti catene presenti sul territorio nazionale come Carrefour, che in Italia ha acquisito la Gs, ed Auchan, alla quale fa capo la piena titolarità delle attività alimentari del Gruppo Rinascente riunite nella Sma.

Al di là della contrattualizzazione prevista tra i produttori e i primi acquirenti, la Federazione propone di prevedere una legge per la contrattualizzazione per gli acquisti dei prodotti agricoli non trasformati. Questo dispositivo dovrà prevedere un accordo sul volume e sui prezzi ed, eventualmente, una variazione dei prezzi massimi fissati dalle parti interessate al contratto.

Nei casi eccezionali di crisi, che interessano determinati settori produttivi, la FCD propone per un periodo massimo di tre mesi di stabilire  un prezzo minimo applicabile alla prima immissione nel  mercato.

Allo scopo di agevolare in trasparenza l’informazione dei consumatori sull’origine dei prodotti, la Federazione chiede insistentemente che sia applicato l’obbligo di etichettatura dell’origine a l’insieme dei prodotti agricoli non trasformati (carne di maiale, agnello, pollame, ecc.), ma anche per i prodotti trasformati, l’applicazione di un’etichettatura obbligatoria dell’origine per gli ingredienti contenuti in quantità superiore al 50% nel prodotto finito.

La Fdc rappresenta le imprese del commercio a predominanza alimentare, un settore conta di 650.000 salariati, 1.400 ipermercati, 5.600 supermercati, 3.700 maxidiscount e 15.500 negozi al dettaglio, ossia circa 26.000 punti vendita per un volume di affari pari a 170 miliardi di euro.

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