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La Politica agricola europea dopo il 2013

Come sarà la politica agricola dopo il 2013? Ecco in anteprima la bozza del documento “Riformare il bilancio, cambiare l’Europa” predisposto dalla Commissione Europea che dovrebbe essere adottato a fine novembre. Il testo, che verrà ora discusso, è stato elaborato sulla base del mandato conferito dal Consiglio europeo a redigere un esame completo e globale delle spese comunitarie, Pac compresa.

Il testo non dà indicazioni sul volume complessivo del bilancio e dei suoi principali elementi, ma identifica i nuovi capitoli di spesa che, se non sarà possibile ottenere un aumento del bilancio dell’Ue (cosa difficile nell’attuale contesto), dovranno essere finanziati con un significativo trasferimento dei crediti cosiddetti tradizionali (politica agricola e politica regionale) verso i nuovi settori di azione.

Il progetto raccomanda di concentrare la maggioranza delle spese comunitarie su tre settori: crescita sostenibile e occupazione; clima ed energia, contesto in cui si dovrà inscrivere la riforma della Pac; Europa nel mondo, come la politica di vicinato, la lotta contro la povertà, la gestione delle immigrazioni e la sicurezza;

Il documento propone, inoltre, di ridurre da sette a cinque anni la durata del prossimo quadro finanziario, di eliminare gradualmente tutte le correzioni portate ai contributi degli Stati membri (tra cui “l’assegno” britannico) e la creazione di “una vera” risorsa propria, che potrebbe essere determinata in base all’importo delle offerte per le attribuzioni di emissioni di gas a effetto serra.

Nel contesto clima ed energia il documento rileva che le spese per la coesione e quelle per la Pac dovrebbero essere “clima-compatibili” e legate al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a livello nazionale. Inoltre, il progetto di comunicazione prevede un programma-quadro europeo per l’energia e il clima, che comprende  i fondi destinati a tali politiche, nuove misure rivolte a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e risorse supplementari degli Stati membri (per rispettare gli obblighi internazionali sul cambiamento climatico).

Sul fronte della spesa agricola il documento, riconosce che è troppo presto definire i dettagli o la portata della futura riforma della Pac che, in ogni caso dovrà perseguire due obiettivi: fare fronte alle nuove sfide e concentrare le spese laddove queste portano a un maggiore “valore aggiunto”, attraverso una riduzione significativa della parte globale di budget Ue, destinato all’agricoltura, in modo da liberare le risorse per le nuove priorità dell’Ue.

Il progetto di comunicazione afferma che i meccanismi d’intervento sul mercato potrebbero essere ancora ridotti per diventare una vera rete di sicurezza.

Per il sostegno del reddito agricolo, il documento spiega che i principali elementi del regime di pagamento unico potrebbero essere mantenuti, pur concentrandosi maggiormente sulla fornitura di beni pubblici (sicurezza e qualità alimentare, agricoltura sostenibile e cambiamento climatico). I pagamenti diretti non sarebbero più pagati in funzione dei livelli di produzione storici, perché rappresentano un modello sempre più difficile da giustificare. Il sostegno potrebbe riguardare, tra l’altro, i servizi ambientali non obbligatori, le pratiche agricole sostenibili o il miglioramento del paesaggio nelle zone ad alto valore naturale.

Tutto ciò potrebbe implicare una riduzione dei pagamenti diretti, e pertanto il documento raccomanda di affidare più grandi responsabilità agli Stati membri per le spese attuali della Pac attraverso un sistema di  cofinanziamento degli aiuti diretti con contributi nazionali. Tale riforma del sostegno al reddito dovrebbe essere attuata gradualmente e accompagnata da misure  transitorie.

Infine, in merito allo sviluppo rurale, il documento precisa che le nuove sfide potranno continuare a essere sostenute attraverso un aumento della modulazione obbligatoria degli aiuti diretti. Inoltre, lo sviluppo rurale potrà essere sviluppato come strumento per la diversificazione delle attività e l’offerta dell’occupazione nelle zone rurali, in modo da che i fondi siano indirizzati verso le attività non agricole e ambientali.

Un approccio diverso potrebbe essere rivolto a intensificare le spese per la Pac per le nuove sfide legate ai cambiamenti climatici e cioè la costituzione di un “terzo pilastro” della Politica agricola comune, specificatamente legato alla problematica del cambiamento climatico, per indirizzare i fondi Ue in modo più mirato sulle misure atte a contrastare questo fenomeno.

In merito al calendario, per il 1° semestre 2010 è atteso la Comunicazione della Commissione sul futuro della Pac e quella riguardante le prossime prospettive finanziarie, cui farà seguito il periodo di consultazione pubblica nel 2° semestre 2010. Nel corso del 2011 saranno presentate le Proposte legislative e, dopo circa un anno di negoziati, entro la fine del 2012, è prevista la definizione del relativo quadro giuridico.

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