il Punto Coldiretti

Latte, il sistema di gestione del mercato nel mirino della Corte dei Conti

Il processo di formazione del prezzo deve essere oggetto di un regolare monitoraggio  da parte della Commissione in modo che i produttori non debbano subire i prezzi di mercato. Questa la  principale raccomandazione contenuta nella relazione speciale della Corte dei conti europea che ha esaminato  l’efficienza della gestione della Commissione del mercato del latte e dei prodotti lattiero-caseari a partire dall’introduzione delle quote latte nel 1984, con particolare riferimento agli  obiettivi assegnati alla politica dell’Unione nel settore lattiero caseario.

La Corte analizza il grado di realizzazione degli obiettivi preposti come l’equilibrio dei mercati, la stabilizzazione dei prezzi, la possibilità di garantire un equo tenore di vita per i produttori e migliorare la competitività dell’Unione, sottolinea  gli aspetti critici, e, alla luce dei dati disponibili alla fine del 2008, fa una serie di raccomandazioni alla Commissione.

La Corte rileva che l’Ue a 15 ha perso la metà delle aziende lattiere tra il 1995 e il 2007 e nello stesso periodo più di 500.000 produttori ha chiuso la propria attività. Questa tendenza al consolidamento della produzione futura continuerà, con un conseguente declino o scomparsa della produzione nelle zone svantaggiate e una concentrazione della produzione nelle zone ad agricoltura intensive.

Per questo, secondo la Corte, una riflessione approfondita dovrà essere fatta sulle strategie per affrontare i problemi particolari di quelle regioni dove la produzione lattiera è più vulnerabile, specialmente nelle zone di montagna, e per affrontare le conseguenze ambientali di una concentrazione geografica della produzione di latte.

Inoltre la Corte ritiene poco competitivi a livello globale i prodotti lattiero-caseari Ue come di burro o latte in polvere; per questi prodotti, il mercato mondiale resterà un mercato secondario. Solo i produttori di formaggi e altri prodotti ad alto valore aggiunto sarà in grado di rivendicare quote di mercato sostenibile.

Conseguentemente, secondo la Corte, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero quindi concentrarsi soprattutto sulla soddisfazione dei bisogni del mercato interno dell’Unione, ma anche sulla produzione di formaggi e altri prodotti ad elevato valore aggiunto che possono essere esportati senza aiuti finanziari.

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