L’Europa vuole più agricoltura per nutrire il mondo
La Francia ha inaugurato la sua Presidenza di turno dell’Unione europea con una conferenza sull’agricoltura, svoltasi al Parlamento europeo il 3 Luglio, intitolata “Chi nutrirà il mondo?” presieduta dal Ministro dell’Agricoltura e della Pesca francese Michel Barnier. Si è trattata di una riunione di alto livello a cui hanno partecipato rappresentanti delle Istituzioni comunitarie ed internazionali. Tra questi, il Presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering, i Commissari all’agricoltura Mariann Fischer Boel e allo sviluppo Louis Michel, il Direttore generale della FAO Jacques Diouf, il vice Segretario generale alle questioni umanitarie e coordinatore del gruppo di lavoro sulla crisi alimentare mondiale dell’ONU John Holms, il Direttore generale del WTO Pascal Lamy, la Direttrice generale della Banca Mondiale Ngozi Okono-Iweala. L’inizio della conferenza è stato dedicato alle cause che hanno condotto alla crisi alimentare attuale causata dall’improvvisa impennata dei prezzi agricoli. A tal riguardo è stato posto l’accento sui seguenti fattori: lo storico basso livello dei prezzi agricoli, l’aumento dei prezzi energetici e l’effetto segnale dei biocarburanti, i cambiamenti climatici, il forte aumento della domanda e le difficoltà di rispondere a questa dal lato dell’offerta, il blocco delle esportazioni da parte di molti Paesi produttori, soprattutto in Asia, la mancanza di investimenti in agricoltura nei Paesi in Via di sviluppo. Q ueste cause, sono state poi aggravate dal conseguente aumento delle speculazioni finanziarie nel settore agricolo che sono state viste come una conseguenza delle cause appena elencate ma che si sono trasformate in un fattore di ulteriore aumento esponenziale dei prezzi. Tutto ciò, ha condotto alla crisi attuale e tutti sono stati d’accordo a ritenere che non si sia giunti alla situazione per pura casualità, ma spinti da scelte politiche sbagliate che hanno sottovalutato l’importanza che l’agricoltura ricopre nello sviluppo economico generale di tutto il pianeta. Un’importanza che finalmente viene riconosciuta a tutti i livelli. E’ a partire, quindi da questa nuova centralità riconquistata dall’agricoltura nel dibattito mondiale che si deve partire per far fronte alla crisi attuale e porre le basi per uno sviluppo consapevole e sostenibile nel futuro. A tal proposito la Commissaria Fischer Boel ha posto l’accento sul ruolo che la PAC ha giocato per lo sviluppo economico europeo e quello che intende fare per far fronte alla crisi mondiale andando sempre di più verso un’agricoltura che sappia far fronte alla domanda con aiuti completamente disaccoppiati dalle produzioni e con l’eliminazione del set aside che permetterà di aumentare la produzione comunitaria. Ma l’UE sara sempre più impegnata per favorire lo sviluppo dell’agricoltura mondiale e con esso dell’economia globale tramite la sua politica di sviluppo come sostenuto dal Commissario Michel. Va ricordato infatti che gli aiuti concessi dall’Unione europea e dai suoi Stati membri allo sviluppo rappresentano il 60% di quelli totali. L’Europa continua a confermare il suo ruolo di protagonista sullo scenario economico internazionale, ma è giunto il momento di investire in maniera diversa. E ciò significa favorire lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile in tutti i Paesi meno avanzati spostando invertendo la politica degli investimenti di questi Paesi che spesso hanno favorito un’industria che si è dimostrata non sostenibile. Tra i vari temi, sono stati affrontati quelli commerciali con il Direttore generale del WTO Lamy il quale si è auspicato la conclusione di un accordo sulla liberalizzazione degli scambi dei prodotti agricoli e non agricoli (NAMA) alla Ministeriale di Ginevra convocata per il 21 Luglio prossimo. A tal proposito il Ministro dell’agricoltura francese Michel Barnier ha ribadito quanto affermato precedentemente dal Presidente Sarkozy riguardo alla convinta contrarietà della Francia ad un accordo in ambito del Doha Round che sacrifichi l’agricoltura europea ad un liberismo sfrenato. Le conclusioni della conferenza, basate sulle soluzioni per il futuro sono spettate proprio al Ministro Barnier il quale ha elencato le seguenti proposte: confermare il ruolo centrale dell’agricoltura per lo sviluppo economico mondiale; incrementare gli investimenti pubblici e privati per un’agricoltura più produttiva e sostenibile, soprattutto nei PVS; creare delle politiche agricole protette ma non basate sul protezionismo, riconoscendo il ruolo specifico dell’agricoltura che non può essere sottoposta ad una liberalizzazione totale degli scambi: sviluppo, invece, di politiche commerciali regionali, che sulla scia di quanto già fatto in Europa possano favorire l’integrazione regionale insieme alla stabilità economica di grandi aree su cui agiscono Paesi in Via di Sviluppo e meno avanzate; creare un partenariato mondiale a cui partecipino la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale. Le Nazioni Unite, la FAO l’Unione europea e quanti altri lo vorranno per discutere di agricoltura al di fuori delle questioni prettamente commerciali; ed infine, per ciò che riguarda la PAC, fare in modo che questa permetta all’agricoltura europea di partecipare alla sfida di nutrire il mondo, mantenendo il modello di agricoltura europeo con un adattando se stessa alle esigenze attuali e future. Una PAC che non sarà indifferente ai problemi del pianeta. |
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