L’Ue vuol cambiare la politica euromediterranea
Le due sponde del Mediterraneo si stiano allontanando sempre più sotto il profilo economico, politico e culturale. E’ quanto osservato dal Parlamento Europeo che ha espresso la necessità di colmare tali disparità “al fine di creare uno spazio di pace, sicurezza e prosperità condivisa”. L’intera politica euromediterranea deve essere dunque rinnovata profondamente rafforzando la dimensione politica e il co-sviluppo. Nonostante il bilancio “deludente” del Processo di Barcellona il Parlamento nutre speranze riguardo all’attuazione della proposta di un’Unione per il Mediterraneo (UpM) che costituirebbe “uno strumento al servizio della pace e della prosperità” rappresentando “un passo in avanti verso l’integrazione economica e territoriale e la cooperazione nell’ambito ecologico e climatico tra i paesi del Mediterraneo”. Ad ogni modo l’iniziativa UpM non deve essere intesa come un’alternativa all’ampliamento dell’UE né tanto meno come ostacolo alle prospettive di adesione dei paesi candidati attuali o futuri. In questa fase, secondo il Parlamento è necessario rafforzare la coesione politica e sociale nell’area mediterranea attraverso l’intensificazione dei negoziati di pace: i deputati si dicono infatti preoccupati per le sorti del dialogo politico all’interno dell’aerea mediterranea, reso difficoltoso dalla recrudescenza del conflitto israelo-palestinese. Il Parlamento inoltre individua come obiettivi fondamentali la promozione dello Stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti dell’uomo e del pluralismo politico ed esorta la Commissione ed il Consiglio ad iscrivere chiaramente i succitati punti negli obiettivi della nuova iniziativa. Ancora, a tal proposito, è stato rinnovato, in sede parlamentare, l’invito a tutti i paesi membri del partenariato e alle Istituzioni attuali e future a dare un nuovo slancio alla gestione di politiche migratorie comuni, concentrandosi sulle opportunità di migrazione legale “allo scopo di valorizzare le risorse umane e di rafforzare gli scambi tra i popoli”. Per il raggiungere gli obiettivi fissati sarà necessario, secondo i deputati, puntare alla realizzazione di un’area di libero scambio che sia reciprocamente vantaggiosa per favorire “la crescita economica della regione, un suo miglior inserimento nell’economia mondiale e la riduzione del divario di sviluppo tra nord e sud del Mediterraneo”. A tal fine, il Parlamento ritiene che occorra rafforzare il sostegno al Fondo euromediterraneo di investimento e partenariato (FEMIP). |
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