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Mercato agricolo Ue, ecco le prospettive fino al 2020

Nonostante la crescita della domanda, risultante dalla ripresa economica, e gli obblighi in materia di biocarburanti, la produzione Ue rimarrebbe al di sotto del suo pieno potenziale dal momento che il previsto aumento dei costi di produzione limiterebbe la redditività della produzione.

Inoltre, l’apprezzamento dell’euro indebolirebbe ulteriormente la competitività delle esportazioni comunitarie sui mercati mondiali, portando ad una perdita di quota di mercato mondiale in un momento in cui la domanda globale sta crescendo a un ritmo relativamente veloce

Sono queste le principali considerazioni della Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale della Commissione europea che ha pubblicato le prospettive a medio termine per l’agricoltura Ue per il periodo 2010-2020, elaborate sulla base delle informazioni disponibili alla fine di settembre 2010 e dei modelli economici in suo possesso.

Per quanto riguarda i mercati delle commodities sono destinati a restare in equilibrio, senza la necessità di intervento sul mercato. Le prospettive per il reddito agricolo rimangono positive, mostrando un modesto tasso di crescita a livello europeo, con un declino dell’impiego di manodopera.

Le prospettive a medio termine per i mercati dei cereali comunitario presentano un quadro relativamente positivo con condizioni di mercato rigide, bassi livelli delle scorte e prezzi al di sopra delle medie di lungo termine. La crescita dell’offerta dovrebbe derivare per lo più da una crescita molto moderata della resa (appena sopra lo 0,5% all’anno in media).

È previsto, inoltre, un aumento nell’uso domestico di cereali nell’Unione, soprattutto grazie alla crescita dell’industria emergente del bioetanolo e della biomassa, a seguito delle iniziative adottate dagli Stati membri nel quadro della Direttiva sulle Energie Rinnovabili 2008 (Red). Le prospettive a medio termine per i mercati Ue di semi oleosi presentano un quadro positivo con una forte domanda e prezzi elevati.

Si prevede una ripresa della produzione totale di carni nel breve termine rispetto al declino sperimentato a seguito della crisi economica, ma le prospettive di crescita a lungo termine rimangono modeste, con un tasso annuo del 0,3% in media. La situazione varia tra ruminanti e non ruminanti: la produzione di carni bovine e di quelle ovine/caprine diminuirebbe rispettivamente del 7% e dell’11%, mentre la produzione di carne suina e di pollame aumenterebbe del 7% per entrambi. Il potenziale di crescita nella produzione di carne dei non ruminanti rimarrebbe limitata dal previsto aumento dei costi di produzione.
 
La posizione commerciale netta dell’Unione è destinata a peggiorare, con un costante aumento delle importazioni (carne di manzo e pollame) e un parallelo calo delle esportazioni (carne di manzo, maiale e pollame). Le importazioni aggregate di carne aumenterebbero del 14%, mentre le esportazioni diminuirebbero di quasi il 23% entro il 2020.

La produzione di latte tornerebbe ad un percorso di crescita, guidata da prospettive di domanda piuttosto ottimistiche basate sul miglioramento del panorama macroeconomico. Il tasso di incremento sarà piuttosto moderato, con la produzione di latte Ue-27 che dovrebbe superare nel 2020 il livello del 2009 meno del 4%. Le consegne di latte aumenterebbero di un tasso leggermente superiore (di quasi 5%), la differenza è dovuta al declino graduale del consumo in azienda nell’Ue-12.

L’abolizione delle quote dovrebbe portare a una reazione molto modesta delle consegne di latte nell’Ue-27 alla fine del regime delle quote nel 2015. La prospettiva appare favorevole per il maggiore valore aggiunto dei prodotti lattiero-caseari, guidato dalla crescente domanda di formaggi (+ 10%) e di prodotti lattiero-caseari freschi (+8%).

Per il reddito agricolo (espresso come fattore di reddito reale per unità di lavoro) si prevede un recupero rispetto al livello del 2009 con prospettiva di una graduale, seppur modesta, crescita del reddito aggregato comunitario che supererebbe il livello medio 2005-2009 di circa il 20% nel 2020, sebbene questo guadagno complessivo maschera sviluppi diseguali nell’Ue. Infatti, il reddito agricolo dell’Ue-15 mostrerebbe un incremento più moderato di circa il 10% sopra il livello di base, rispetto all’aumento del 45% previsto per l’Ue-12, entro il 2020.

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