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Ovicaprini, il rilancio passa da origine, trasparenza e vendita diretta

Il Parlamento europeo riconosce che il settore ovicaprino in Europa è in grave declino e sollecita un riforma concreta per il rilancio del settore accompagnata da un ulteriore sostegno finanziario.

Approvando con 492 voti favori, 30 contrari e 9 astensioni la relazione dell’On. Liam Aylward, il Parlamento europeo riconosce la necessita di “garantire un futuro redditizio e sostenibile alla produzione di latte e di carni d’origine ovina in Europa per rilanciare il consumo dei prodotti e per mantenere e attirare i giovani allevatori verso il settore”.

In considerazione del ruolo svolto dal settore ovicaprino nella preservazione delle zone meno fertili, nella salvaguardia del paesaggio e di ecosistemi sensibili e nel ripulire gli spazi naturali dalla materia secca, gli eurodeputati riconoscono l’essenzialità di tale settore “per i paesi mediterranei, ai fini della prevenzione degli incendi”.

Per tutte le ragioni addotte, il Parlamento europeo chiede la creazione, da parte della Commissione europea e del Consiglio dei Ministri, di una task force composta da funzionari di alto livello che coordini la riforma del settore ovicaprino nell’UE e un ulteriore sostegno finanziario per i produttori di latte e di carni caprine al fine di sviluppare una produzione “dinamica, autosufficiente, orientata al mercato e al consumatore”.

Nel quadro di una riforma strutturale del settore, il Parlamento europeo chiede l’introduzione di un sistema di regolamentazione obbligatorio delle etichette, a livello UE, per i prodotti a base di carne ovina. Tale sistema dovrebbe in primo luogo prevedere l’indicazione del paese d’origine «per far sì che i consumatori siano pienamente informati circa il luogo di origine del prodotto»

Considerando gli utili degli operatori del settore insufficienti in termini di percentuale di prezzo al dettaglio, i deputati sostengono pienamente la richiesta avanzata dalla Commissione di “esaminare e porre rimedio agli abusi di potere da parte dei grandi supermercati che operano nell’UE”.

Al fine di “limitare gli aumenti artificiosi dei prezzi”, la relazione dell’On. Aylward invita la Commissione a prevedere sistemi di vendita diretta da parte dei produttori  e a presentare proposte sulla trasparenza dei prezzi  nel settore.

Il Parlamento suggerisce inoltre di promuovere uno studi circa la possibilità d’introdurre un finanziamento comunitario per l’applicazione, in tutta l’Unione, del sistema elettronico di identificazione dei capi, prevista per il 31 dicembre 2009, rivedere gli attuali regimi di gestione delle quote delle importazioni per garantire che la carne di agnello prodotta nell’UE non sia esposta a concorrenza sleale ed invita la Commissione a coordinare le campagne promozionali per i prodotti di carne ovina e caprina DOP (denominazione d’origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) e ad identificare gli Stati membri destinatari di tali campagne per massimizzare i consumi.

Per quanto riguarda la dotazione finanziaria del settore il Parlamento sollecita la Commissione ad aumentare il bilancio annuale dell’UE per la promozione alimentare (45 milioni di euro nel 2008), a garantire i finanziamenti per la carne ovina europea e stanziamenti supplementari per le razze ovicaprine rare e regionali.

Infine, relativamente alla strategia veterinaria, i deputati invitano la Commissione a migliorare la sua capacità di reazione alle epizozie gravi come la febbre catarrale e, con specifico riferimento alla malattia della lingua blue, a condurre una ricerca sulle cause e sulle modalità per la lotta a tale malattia.

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