Pac, controlli e aiuti alimentari contro l’aumento dei prezzi delle derrate
Aumento globale della domanda e del prezzo dell’energia, fattori ciclici, come i raccolti scarsi o la svalutazione del dollaro, e volatilità di mercati finanziari mondiali: sono queste le cause che, secondo la Commissione europea, hanno portato all’aumento dei prezzi delle derrate alimentari. Nel corso di un dibattito di orientamento, i Commissari europei hanno concordato su una serie di azioni che dovranno essere intraprese nel breve periodo, evidenziando tre settori principali d’intervento. In primis, la Commissione ritiene che sia necessario riflettere su come far uso della riforma della Politica agricola comune, per liberarsi dai vincoli non necessari e dannosi per la produzione. In secondo luogo è stata rilevata la necessità di garantire uno stretto controllo sull’approvvigionamento della catena alimentare, in conformità con i principi di concorrenza e di mercato interno. Ed infine, la necessità di favorire l’aiuto alimentare e l’assistenza umanitaria al fine di trovare risposte immediate al problema della povertà nel mondo, in linea con le iniziative prese da alcuni Stati membri.
La Commissione si detta inoltre dell’avviso che tale tematica rivesta una grande importanza a livello mondiale e, di conseguenza, dovrebbe essere oggetto di una grande attenzione da parte dei leader europei ed internazionali. A tale riguardo l’Esecutivo comunitario ha deciso di elaborare una comunicazione, incentrata sull’analisi del fenomeno, che verrà trasmessa al prossimo Consiglio europeo previsto per il 19 e 20 giugno e servirà anche come base di contributo nei dibattiti in seno al G8 e alle Nazioni unite.
Nel corso del dibattito di orientamento è stato discusso anche la relazione tra l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari e la produzione di biocarburanti. A riguardo la Commissione ha affermato che la produzione di biocarburanti nell’UE è troppo scarsa per aver avuto un impatto sui prezzi delle derrate alimentari, precisando inoltre che l’obiettivo del 10% di produzione di biocarburanti entro il 2020 è stato fissato solo lo scorso anno dal Consiglio europeo e, solo a gennaio, la Commissione ha presentato la sue proposte per il conseguimento di tale obiettivo. Inoltre, secondo l’esecutivo comunitario, l’obiettivo del 10% di produzione di biocarburanti deve essere perseguito a determinate condizioni che garantiscono un sistema sostenibile ed attuabile, così come la disponibilità di biocarburanti di seconda generazione. Lo schema di sostenibilità, come descritto dalla Commissione, deve garantire che la produzione di biocarburanti non avrà effetti collaterali dannosi, quali appunto l’aumento dei prezzi delle derrate alimentari. Per scongiurare tale ipotesi sarà decisiva la realizzazione del potenziale dei carburanti di seconda generazione.
Con riguardo all’evoluzione futura della produzione dei biocarburanti, la Commissione si è detta dell’avviso che a prescindere l’obiettivo dell’UE del 10%, vi sarà comunque un ulteriore aumento della produzione mondiale dei biocarburanti. A proposito il portavoce della Commissione ha auspicato che l’Europa assuma un ruolo guida nella produzione di biocarburanti, operandosi per dimostrare la validità di un sistema sostenibile e per la sua promozione a livello globale. |
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