Pac, Francia e Germania chiedono un bilancio all’altezza
Una politica agricola ambiziosa deve essere accompagnata da un bilancio all’altezza della sua ambizione affinché l’agricoltura sia in grado di rispondere alle sfide che gli sono proposte. E’ quanto affermano le due organizzazioni professionali agricole, la francese Fnsea e la tedesca Dbv, nella presa posizione comune sulla Pac verso il 2020 siglata la scorsa settimana. Con il documento comune le due Organizzazioni chiedono innanzitutto una Politica agricola comune ambiziosa e finanziata, in grado di garantire la sicurezza alimentare di 500 milioni di europei e di partecipare all’equilibrio alimentare mondiale, in un momento in cui si ricerca un controllo dei mercati finanziari e suscita particolare preoccupazione la volatilità dei mercati di materie prime. La Fnsea e la Dbv sostengono che gli strumenti del primo pilastro non devono essere rimessi in discussione dalla riforma futura, ma anzi devono essere consolidati e l’ armonizzazione comunitaria degli aiuti deve aver luogo solo al raggiungimento di una parificazione dei costi di produzione e del potere d’acquisto nell’Ue. Inoltre, gli agricoltori tedeschi e gli agricoltori francesi sono pienamente coscienti dell’importanza dei fondi pubblici dedicati al settore agricolo e condividono necessità di includere l’attività agricola in una crescita sostenibile ma, la politica agricola comune dopo il 2013, deve comunque privilegiare l’atto di produzione: l’idea di “inverdimento” della Pac, come prevista dalla Commissione europea, deve essere basata sul riconoscimento degli sforzi compiuti dagli agricoltori. Infine, le due Organizzazioni ritengono che l’inverdimento deve ricompensare l’eccellenza della produzione europea e conferire tutta la sua dimensione sociale alle realtà economiche delle produzioni agricole. Per la Fnsea e la Dbv, l’approccio non può dunque che essere europeo per limitare la comparsa di distorsioni della concorrenza tra i produttori europei, a causa delle diversità di percezione della nozione di produzione sostenibile tra gli Stati. Inoltre, il riconoscimento degli sforzi compiuti dagli agricoltori non deve essere realizzato a svantaggio del sostegno globale al reddito che oggi è per loro necessario. |
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