Parlamento Ue in campo per frenare i cambiamenti climatici
Ribadendo l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra per limitare l’aumento della temperatura media entro i 2C°, il Parlamento europeo ha formulato le proprie raccomandazioni per una futura politica integrata dell’Ue sul cambiamento climatico proponendo una serie di misure in tutti i settori e chiedendo di definire un’agenda d’intervento per il periodo 2009-2014, illustrandone le modalità d’applicazione. Sollecita anche il sostegno a un “Nuovo Corso Verde” (Green New Deal) e allo sviluppo di auto ecocompatibili. Con 570 voti favorevoli, 78 contrari e 24 astensioni, il Parlamento ha approvato con diverse modifiche la relazione di Karl-Heinz Florenz (Ppe/De, Germania) sulla futura politica integrata dell’Ue sul cambiamento climatico stilata dopo 21 mesi di lavori dall’apposita commissione temporanea presieduta da Guido Sacconi (Pse, Italia). Il Parlamento sottolinea anzitutto l’urgenza di integrare il riscaldamento globale e il conseguente cambiamento climatico in tutti i settori e in tutti gli ambiti politici come nuovi elementi chiave, adottando un approccio trasversale e tenendo conto delle cause e delle conseguenze del surriscaldamento globale nella legislazione comunitaria. Incoraggiando la promozione di stili di vita e schemi di consumo in linea con lo sviluppo sostenibile, sottolinea anche la necessità di prendere decisioni partendo dalla convinzione che siano necessarie e giuste, e di cogliere l’opportunità straordinaria di forgiare il futuro della società attraverso un’azione strategica. Sollecita inoltre la Commissione e gli Stati membri dell’Ue a sostenere l’invito Onu per un "Nuovo Corso Verde" . Alla luce della crisi finanziaria, inoltre, chiede che gli investimenti per sostenere la crescita economica lo facciano in modo sostenibile, in particolare, promuovendo le tecnologie verdi. Formula quindi una serie di raccomandazioni di carattere generale e settoriale. Per quanto riguarda le prime, ribadisce l’esigenza di fissare, per l’Ue e gli altri paesi industrializzati in quanto gruppo, un obiettivo a medio termine di ridurre le emissioni di gas serra del 25-40% entro il 2020 e un obiettivo a lungo termine di ridurle almeno dell’80% entro il 2050 rispetto al 1990, mantenendo l’enfasi sulla limitazione dell’aumento della temperatura media globale al massimo a 2°C rispetto ai livelli preindustriali. Illustra poi nel dettaglio le misure che occorrerebbe prendere nei campi della politica estera energetica dell’Ue, dell’energia e dei biocombustibili, dell’efficienza energetica, dei trasporti e della logistica, del turismo, dell’agricoltura, delle foreste e della pesca. Raccomanda azioni riguardo al sistema di scambio di quote di emissioni, alla gestione delle risorse idriche e al trattamento dei rifiuti, nonché alla tutela della salute. Sottolinea il ruolo dell’innovazione, anche per la crescita economica e dell’occupazione, sostiene la promozione delle nuove tecnologie, e propone misure nel settore dell’istruzione, della formazione e della comunicazione. Chiede anche la creazione di una “comunità europea delle energie rinnovabili” esorta il sostegno allo sviluppo di tecnologie di trasporto ecocompatibili, come vetture a idrogeno, elettriche, a pile a combustibile, ibride o a biocarburante. I deputati invitano infine i competenti organi del Parlamento europeo a redigere e pubblicare una versione della relazione destinata al lettore comune, entro tre mesi dalla sua adozione. |
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