il Punto Coldiretti

Prezzi, le misure dell’Ecofin contro rincari e speculazioni

Con una nota sulla recente evoluzione dei prezzi dei prodotti alimentari, elaborata dal Consiglio Ecofin del 3 giugno scorso e trasmessa al Consiglio Europeo, svoltosi lo scorso 19-20 giugno a Bruxelles, i Ministri dell’economia e della finanza dell’UE hanno suggerito le politiche da loro ritenute adeguate a concepire appropriate risposte che possano contribuire a ridurre la pressione al rialzo sui prezzi dei prodotti agricoli di base e dei prodotti alimentari nell’UE, rispondendo ai segnali del mercato nel settore agricolo e migliorando la reattività dell’offerta.

Tali politiche, recepite dai Capi di Stato e di Governo in occasione del Vertice UE, si possono articolare in misure a breve e a medio termine. Fra le prime rientrano quelle adottate nell’ambito della PAC al fine di mitigare gli effetti dei rincari, tra cui la sospensione dei dazi all’importazione sui cereali e, per il 2008, dell’obbligo di ritiro dei seminativi dalla produzione, la decisione di aumentare le quote latte e la vendita delle scorte di intervento, e le misure che vari Stati membri hanno ipotizzato per  attenuare le conseguenze temporanee dei recenti incrementi dei prezzi dei prodotti di base sulle famiglie a basso reddito.

Fra le misure a medio e lungo termine, al fine di aumentare l’offerta, sono di rilievo quelle che convengono sulla necessità di  continuare a migliorare l’orientamento al mercato nel settore agricolo per consentire agli agricoltori di reagire più prontamente ai segnali di prezzo ed accrescere l’efficienza dei mercati dei fattori di produzione agricoli (ad esempio, "valutazione dello stato di salute" della PAC). Seguono le misure rivolte ad assicurare la sostenibilità delle politiche in materia di biocarburanti nell’UE e valutare l’eventuale impatto sui prodotti agricoli destinati alla produzione alimentare e intervenire, se necessario, per ovviare alle carenze; o accrescere ulteriormente la produttività nel settore agricolo (incluso attraverso la ricerca e l’innovazione) sia nell’UE sia nei Paesi in via di sviluppo.

I Ministri hanno anche fornito indicazioni sulla  struttura concorrenziale della catena alimentare, in particolare per quanto riguarda la concentrazione e la segmentazione del mercato nei settori del commercio al dettaglio e della distribuzione alimentari, ritenendo opportuno rafforzare la concorrenza a livello nazionale e continuare a perseguire l’attuazione del mercato unico.

Inoltre, a livello internazionale,  i Ministri ritengono importante  promuovere la stabilità del clima macroeconomico mondiale e incoraggiare il coordinamento con i nostri partner internazionali al fine di trovare risposte coerenti alle sfide globali in particolare per promuovere la produzione sostenibile di biocarburanti a livello internazionale e  continuare ad impegnarsi per concludere con successo un accordo ambizioso, equilibrato e globale nell’ambito del ciclo di Doha e promuovere un migliore coordinamento della risposta internazionale alla corsa al rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari, esacerbato ad esempio dalle restrizioni all’esportazione. Il tutto deve essere accompagnato da operazioni di concerto con la comunità internazionale per fornire assistenza ai paesi più colpiti (aiuto alimentare e aiuto umanitario) e, a lungo termine, sostenere le azioni volte a ridurre gli squilibri tra l’offerta e la domanda di prodotti alimentari nei paesi meno sviluppati.

Dopo trenta anni di diminuzione (in termini reali) dei prezzi dei prodotti alimentari a livello mondiale, la tendenza si è drasticamente invertita dal 2006, con l’impennata dei prezzi dei prodotti agricoli, anche se, nonostante i rapidi incrementi, gli attuali prezzi dei prodotti alimentari sono pur sempre, in termini reali, mediamente inferiori a quelli registrati ad esempio negli anni ’80.

La limitata concorrenza ai vari stadi della catena alimentare nei settori del commercio al dettaglio e della distribuzione è uno degli elementi che possono aver causato tale fenomeno e che hanno alimentato o esacerbato l’inflazione dei prezzi dei prodotti alimentari.

Infine, i Ministri dell’economia della finanza dell’UE ritengono che, nonostante il recente calo dei prezzi (alla produzione e all’ingrosso) di alcuni prodotti di base, quali il frumento o taluni prodotti lattiero-caseari, i mercati agricoli sono ancora tesi e permane il rischio di ulteriori aumenti dei prezzi.

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