il Punto Coldiretti

Riforma della Pac, un negoziato non facile

La Presidenza del Consiglio Agricoltura ha informato i ministri sullo stato di avanzamento dei primi triloghi, gli incontri a tre che si sono svolti tra il Consiglio, il Parlamento europeo e la Commissione europea, sui quattro testi principali della riforma della Pac, ed ha ammesso che sono emerse posizioni diverse tra le Istituzioni di tipo tecnico e di tipo politico

Allo scopo di avanzare nel negoziato, la Presidenza presenterà delle proposte di modifica al mandato ricevuto e le sottoporrà ai ministri per l’approvazione. Pertanto, nel corso delle prossime riunioni tecniche, verificherà le posizioni degli Stati membri per ricevere un chiaro mandato a negoziare, in modo che l’eventuale compromesso raggiunto non sia rimesso in discussione dai ministri al momento della decisione finale.

La Presidenza ha inoltre riferito che la riunione informale dei ministri dell’agricoltura, che si svolgerà dal 26 al 28 maggio a Dublino, dovrà servire per preparare il terreno sugli elementi dell’accordo più difficili e per esaminare su come procedere nel negoziato allo scopo di giungere a compromesso.

Nel corso del suo intervento il commissario Dacian Ciolos, ha sottolineato che l’approccio generale adottato dal Consiglio il 19 marzo scorso, rappresenta l’inizio del negoziato e che, nel corso dei triloghi, il Consiglio dovrà fare delle concessioni. In particolare il Commissario è intervenuto in merito alla convergenza interna degli aiuti lanciando un segnale di apertura sulla possibilità di un accordo con un minimo di ambizione, senza giungere necessariamente a un pagamento al 100 per cento uniforme fra tutti gli agricoltori di uno Stato membro o di una regione.

Infine, la Presidenza ha affermato che, prima di prendere qualsiasi decisione, riconsulterà i colleghi e che, se non si troverà un compromesso accettabile a livello di Csa, ci saranno delle questioni politiche su cui sarà necessario trovare un accordo in Consiglio nel mese di maggio o di giugno, rassicurando i ministri che presterà fede al mandato conferito.

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